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Parroco positivo all’etilometro patteggia 8 mesi 

Venne soccorso dopo lo schianto in auto contro il guard-rail. Il sacerdote aveva un tasso alcolemico di 2,4 g/l

VECCHIANO. Un’auto contro il guard-rail dell’autostrada all’altezza di Migliarino. Il guidatore, ferito, perde sangue dal volto, ma riesce a uscire senza aiuti dall’abitacolo. Sono circa le undici di sera quando gli agenti della polizia stradale intervengono per un incidente con una sola persona coinvolta. È quella che era al volante dell’auto danneggiata dopo aver perso il controllo sulla carreggiata.

Un intervento di routine che diventa materia penale quando l’automobilista viene sottoposto all’etilometro.


Soffia nel rilevatore e l’esito fornisce un contributo significativo sulle cause dello schianto. Lo strumento segna 2,4 g/l di tasso alcolemico, più del triplo consentito dalla legge (da 0,8 in su scatta il penale). L’altra sorpresa di una serata tutto sommato a lieto fine considerate le premesse dell’incidente, i poliziotti ce l’hanno al momento di identificare il guidatore che aveva messo a dura prova l’apparecchio per misurare l’alcol in corpo agli automobilisti. È un sacerdote che agli agenti giustifica così i valori oltre i limiti di legge: «Ero a una cena della parrocchia».

Denunciato per guida in stato di ebbrezza, “aggravata” dall’aver provocato un incidente e in un orario compreso dalle 22 alle 7, il parroco 46enne, originario di un Paese africano, è finito a processo davanti al giudice onorario Paola Giovannelli (pm onorario Vincenzo Molinaro). Il suo avvocato, Salvatore Ciuni, ieri ha patteggiato 8 mesi con la condizionale.

All’epoca dei fatti, nel 2019, era responsabile di una parrocchia nel comune di Viareggio, anche se da tempo è stato trasferito in Liguria.

Non era la prima volta che il “don” si trovava in una situazione di imbarazzo notturno a base di ingredienti alcolici. E sempre nella zona di Migliarino. Allora le rilevazioni dell’etilometro non furono precise e nel dubbio della funzionalità dello strumento la denuncia non fece il suo corso. Il bis con l’incidente in autostrada non ha lasciato margini al prete colto in stato di ebbrezza. Oltre a patteggiare dovrà dire addio all’auto, di sua proprietà, che sarà confiscata.