Camera iperbarica rotta: in 350 hanno bisogno di cure

Sono i pazienti affetti dalla Sindrome di Ménière che erano seguiti al Santa Chiara: «Chiediamo i tempi per la riparazione e il rinnovo della convenzione con Massa»

PISA. Decine di telefonate dalla Toscana, ma anche dalla Liguria, dal Piemonte e da altre regioni d’Italia per raccontare una delle tante vicende complicate di sanità. Sono 350 le persone affette dalla “Sindrome di Ménière”, malattia dell’orecchio interno, responsabile di episodi temporanei ma ripetitivi di vertigine, nausea, acufeni e perdita dell’udito, che venivano curate all’ospedale Santa Chiara con un protocollo particolare che dava loro la possibilità di tenere a bada la malattia che può avere anche conseguenze invalidanti. Pisa era all’avanguardia in Italia fino a quando la camera iperbarica non è andata del tutto fuori uso. «Nessuno ci ha fornito un’alternativa», raccontano i pazienti che si sono rivolti al Tirreno. L’alternativa era solo Cagliari, decisamente impossibile per i costi del viaggio.

«Così ci siamo organizzati», è la testimonianza della signora Gina che ha chiamato dalla Liguria, «e abbiamo trovato una struttura privata a Massa». Ma non bastava: il costo di una seduta di camera iperbarica dal privato è di 80 euro. Così i pazienti si sono mobilitati (mentre le notizie da Pisa oscillavano tra i 250mila euro necessari per rimettere a norma la camera iperbarica del Santa Chiara e il progetto di costruirne una nuova a Cisanello) perché la prestazione al “Cemis” di Massa venisse convenzionata. E ci sono riusciti. Solo che a fine dicembre la convenzione scade e «ancora non sappiamo se sarà riconfermata».


L’Azienda ospedaliero universitaria pisana, attraverso l’ufficio stampa, dice: «In merito alle iniziative intraprese dopo il guasto verificatosi alla camera iperbarica in dotazione all’ospedale Santa Chiara, apparecchiatura datata oltre 30 anni e che, nonostante la costante manutenzione ordinaria e straordinaria, ormai mostra tutti i segni del tempo, l’Aoup ha valutato tutte le possibili soluzioni. Le urgenze vengono dirottate di volta in volta negli ospedali della rete regionale dotati di camera iperbarica. Mentre una parte dei pazienti programmati è stata presa in carico da una struttura privata convenzionata sul territorio. In ogni caso, l’Azienda, di concerto con la Regione, si sta muovendo sia sul fronte della riparazione dell’apparecchio guasto sia su quello della progettazione della nuova struttura a Cisanello, per individuare soluzioni temporali compatibili con il progetto del nuovo ospedale, ma anche con le esigenze assistenziali».

Per quanto riguarda la strumentazione guasta «è stata aggiudicata la gara per la manutenzione straordinaria. Considerati i tempi tecnici, si ipotizza che la macchina sia già disponibile entro il primo trimestre del 2022».

D.F.

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