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No Green pass coi caschi Qr Code, ma a Pisa incombe l’obbligo di mascherina

In piazza davanti al Comune si balla il “Gioca jouer” con critiche ai provvedimenti. Intanto si riflette sul ritorno  dei dispositivi all’aperto

PISA. Manifestazione “No Green pass” con i partecipanti agghindati con delle teste a forma di Qr code e un balletto in piazza sulla musica del celebre “Gioca jouer” di Claudio Cecchetto. A pochi giorni da un probabile ritorno dell’obbligo dell’uso di mascherine all’aperto, con il sindaco Michele Conti che valuterà tra oggi e domani la decisione.

Una cassa piazzata, gli accordi ritmati del piano che partono, ed ecco una decina di manifestanti con i caschi Qr code mettersi in cerchio a ballare, mentre un improvvisato dj elenca le mosse dei balletti che gli altri mimano: «autobus, scuola, lavoro, palestra, ristorante, mascherina, salutare, starnutire, baciare».


Inutile dire che si tratta di un elenco critico, con una sintetica enumerazione dei luoghi dove è d’obbligo avere il certificato verde per entrare. In mezzo a un elenco logicamente costruito, il dj ha infilato altri simboli della pandemia: come la mascherina o il salutare e starnutire, gesti quotidiani prima della pandemia, trascurabili, che hanno preso una connotazione diversa con il rischio del contagio.

Sotto gli occhi di qualche passante che li riprendeva in piazza XX Settembre, i membri del comitato No Green pass pisano hanno fatto una critica più esplicita. «Abbiamo voluto organizzare questo flash mob con la Qr dance perché siamo tutti dentro questo futuro distopico. Dove non possiamo fare altro che andare avanti, andare indietro e fare gesti ripetitivi». Una performance ragionata, con parole e gesti che compongono assieme il nucleo della critica all’obbligo di Green pass e della recente introduzione del Super Green pass.

Il comitato pisano segue come gli altri sparsi per la Toscana la linea che il movimento di protesta si era dato alla manifestazione regionale di qualche settimana fa: organizzare eventi sul territorio con una certa frequenza, tentando di mantenere alta l’attenzione sulla loro protesta.

E pare proprio che a breve un altro dei motivi della loro critica alla gestione pandemica troverà benzina per rinfocolarsi. A partire dall’indicazione-apprezzamento del ministro della Salute Roberto Speranza: «Apprezzo molto chi sta prevedendo nelle città l'uso di mascherine all'aperto nelle aree a rischio. E incoraggio tutti i sindaci che vogliono a procedere in questo modo».

Potrebbe essere il via che aspettava il sindaco Conti, che in merito alla questione pochi giorni fa aveva dichiarato: «Se il governo lo riterrà necessario per assicurare a tutti un Natale più sereno e il più naturale possibile, credo non sia un grande problema».

Non è ancora stato firmato nulla, ma la sensazione è che la direzione che si vorrà seguire è quella dell’obbligo, c’è da vedere se sarà esteso a tutta la città o se sarà pianificato con zone e orari più a rischio. Ogni città si sta muovendo secondo valutazioni particolari.

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