Accusato di violenza sessuale per aver palpeggato una donna, il testimone lo scagiona: «Lei s’inventò tutto».

Pisa, un 42enne senegalese era accusato di aver strappato la maglia a una donna alla stazione ferroviaria. Assolto dal giudice

PISA. Le accuse che aveva fatto una donna nei confronti di un uomo straniero sembravano solide. Raccontò, ai carabinieri che lei stessa aveva avvisato, di un approccio violento da parte di un uomo, un senegalese di 42 anni, che l’aveva palpeggiata disturbandola mentre era da sola in un giaciglio di fortuna allestito alla stazione. L’uomo finì in carcere, ma ora il gip Pietro Murano ha deciso di assolverlo. Cosa è cambiato da allora? Una testimonianza. Un uomo che era presente e che ha parlato, dopo essere stato zitto allora. Smentendo la donna.

Vediamo qual era la prima versione che fu raccontata ai carabinieri. L’episodio, per come fu ricostruito, avvenne la sera del 29 maggio scorso. L’immigrato si avvicinò alla ragazza, poco più giovane e anche lei di origini straniere, che aveva deciso di eleggere a giaciglio notturno il porticato. Le sue avance sono pesanti e sgradite. E soprattutto non richieste. L’uomo si sarebbe fatto sempre più pressante, fino a tentare un approccio sessuale che venne respinto con forza.


Fin qui la versione della ragazza, che poi venne ripetuta più o meno in questi termini ai carabinieri. Che si trovarono di fronte una donna con la maglietta strappata e molto agitata. L’uomo provò a giustificarsi, dicendo che non era successo nulla, ma non venne creduto. E finì in carcere. Continua a ripetere che lui e la donna si conoscevano già ed erano insieme, negando qualsiasi approccio sessuale.

A difenderlo di fronte al gip Murano c’è l’avvocato Alessandra Natale. Lavorando sul caso viene fuori che ad assistere alla scena, la sera del 29 maggio, c’era una terza persona. Conosceva entrambi e però non aveva parlato all’arrivo dei carabinieri. Defilandosi. Lo fece per una ragione, come si vedrà. Rintracciato, e sentito in aula come testimone, cambierà la lettura della situazione.

Racconta infatti che i due si erano appartati insieme, ma non per ragioni di natura sessuale. Entrambi consumatori di droga, dovevano fumare del crack assieme. A promettere lo stupefacente è il senegalese, poi viene fuori una discussione per la qualità del prodotto. Scarsa, a dire della donna. I due discutono e alla fine lei lo minaccia di chiamare i carabinieri e di accusarlo di averla aggredita. E così farà, secondo il teste, strappandosi anche la maglietta. Finora il testimone non aveva parlato a ragion veduta: era destinatario di un foglio di via e aveva temuto che parlando ai militari sarebbe stato allontanato.

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