Con l'auto fuori strada, si ribaltano. Il racconto del barista soccorritore: «Erano feriti e spaventati»

l'auto ribaltata a bordo della quale si trovavano tre giovani

Pisa, ad aiutare tre ragazzi è stato il titolare del bar pasticceria “Lilli In”: «Non aspettiamo una tragedia per installare dei dissuasori»

PISA. «Il viale delle Piagge è diventato un’autostrada. Occorrono controlli e dissuasori per limitare la velocità delle auto, giorno e notte, a tutela soprattutto dei tanti pedoni e di chi fa sport sugli argini».

A lanciare un appello alle istituzioni pisane, in primis al sindaco, è Lido Baronti, uno dei titolari dello storico bar pasticceria “Lilli In” alle Piagge. All'alba di sabato 27 novembre, erano da poco passate le cinque, Lido, 65 anni, una vita dedicata al mondo della pasticceria, è stato tra i primi a prestare soccorso a tre ragazzi feriti, la cui auto era finita fuori strada all’altezza della rotatoria, davanti al bar, cappottandosi dopo essere sbalzata dal marciapiede. Baronti era in laboratorio insieme ai soci Moreno Campinoti e Sandro Mangiaracina, quando ha udito un botto provenire dalla strada.


«Siamo usciti all’istante – racconta l’imprenditore – e ci siamo trovati di fronte a tre giovanissimi feriti. Per fortuna sono usciti con le loro gambe dall’auto, un piccola utilitaria, ma la paura è stata veramente tanta. Uno di loro aveva una vistosa ferita a un orecchio e in attesa dei soccorsi lo abbiamo portato dentro il bar, lo abbiamo calmato, insieme agli altri due amici, tutti veramente molto spaventati. Nonostante l’auto si sia ribaltata nell’impatto con il marciapiede è andata bene, i ragazzi non hanno riportato conseguenze gravi, ma poteva andare peggio, velocità e asfalto reso viscido dalla pioggia, insieme alle foglie cadute dagli alberi, sono un mix micidiale e il mio timore è che prima o poi possa accadere qualcosa di molto più grave».

Baronti conosce molto bene la zona. Percorre quel viale tutti i giorni, mattina e sera, per andare e tornare dal lavoro, ma da un po’ di tempo a questa parte, sostiene l'imprenditore, la situazione è veramente sfuggita di mano. «Occorrono controlli e dissuasori – denuncia Baronti – non esiste altra soluzione. Spesso assistiamo ad auto che procedono a velocità sostenuta. Da via Maccatella fino al Tondo la strada è diritta e per chi non conosce la zona si trova improvvisamente di fronte a una rotatoria e con una frenata di troppo il danno è fatto». Lui stesso, quattro anni fa, è stato vittima di un grave incidente sempre al Tondo. In scooter fu centrato da un'auto che a forte velocità aveva imboccato la rotatoria. Rimase vivo per miracolo: bacino fratturato ed emorragia interna. «Io mi sono salvato, ma è stata dura – racconta l'imprenditore – e vedere quelle macchine sfrecciare come siluri, come niente fosse, nonostante ci siano dei limiti da rispettare, è per me una spina nel cuore. Per questo di fronte all'ennesimo incidente voglio rivolgere questo appello: mettiamo in sicurezza il viale, il polmone verde della nostra città, che deve essere curato, bello, ma anche sicuro».

© RIPRODUZIONE RISERVATA