Ex distretto militare a Pisa, c’è il via libera della giunta al piano di recupero

Parere favorevole all’adozione del progetto presentato dalla Investire Sgr di Roma per l’area di San Martino

PISA. Procede l’iter urbanistico per arrivare al risanamento e alla trasformazione dell’ex caserma Curtatone e Montanara nel quartiere San Martino. La giunta comunale ha approvato nell’ultima seduta l’adozione del Piano di recupero della struttura di via Giordano Bruno, che è stata sede del distretto militare fino al 1995.

Case di edilizia residenziale privata sociale, che saranno vendute sulla base dei limiti di reddito, una nuova area a verde con parco pubblico, percorsi di collegamento tra le vie del quartiere e fondi per attività professionali. Questo è quanto prevede la proposta progettuale approvata dalla giunta, in linea con l’atto di indirizzo del consiglio comunale che è stato approvato nel 2017.


Il Piano di recupero è il risultato di un lungo iter procedurale tecnico e amministrativo, inizialmente avviato su iniziativa della Cassa Depositi e Prestiti, che aveva acquisito l’area nel 2017 insieme alla caserma Artale (a sua volta in attesa di un Piano di recupero per la sua conversione urbanistica e il suo riutilizzo).

A febbraio la società Investire Sgr di Roma, nuovo acquirente dell’ex distretto in quanto vincitore del bando pubblicato dalla Cassa Depositi e Prestiti, ha presentato, in attesa di sottoscrivere il contratto di acquisizione, la soluzione progettuale di trasformazione dell’area, che è stata sostanzialmente rivista e integrata alla luce della verifica di Vas (Valutazione ambientale strategica) e delle integrazioni richieste dagli uffici dell’urbanistica.

Investire Sgr ha fatto elaborare un piano dallo Studio Pierattelli di Firenze. Riguardo alle indicazioni comunali di utilizzo delle aree, le funzioni prevalenti dovranno essere servizi pubblici e abitazioni speciali (housing sociale, a metà tra edilizia popolare e mercato immobiliare privato).

«Teniamo a sottolineare – dice l’assessore all’urbanistica Massimo Dringoli – che nel nuovo progetto approvato dalla giunta è stata introdotta una riduzione dei volumi edificati di circa 638 metri quadrati, che passeranno dai 7.448 dello stato attuale ai 6.810 metri quadrati di superficie complessiva prevista dal nuovo progetto».

«La maggior parte dei fabbricati – prosegue l’assessore - saranno oggetto di restauro mantenendo inalterata la sagoma, mentre soltanto un edificio verrà abbattuto e al suo posto ne sarà realizzato un altro di nuova costruzione. Il tutto mantenendo coerenza con l’atto di indirizzo che il consiglio comunale aveva approvato nel 2017 e che poi è stato recepito dal Regolamento urbanistico vigente».

L’ex distretto è composto da superfici immobiliari per un totale di quasi 7.500 mq e da un’area esterna di circa 8.500 mq.

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