Covid, timori per la variante “Omicron”. Il virologo Pistello: «È possibile che sia già tra noi»

Direttore della Virologia dell’Azienda ospedaliera di Pisa: «Con i nostri laboratori siamo pronti a intercettare la nuova variante» 

PISA. Tracciare, sequenziare, monitorare. E, nel frattempo, continuare a vaccinare. Nella lunga guerra al Covid-19, la prossima settimana sarà “dichiarata” una nuova battaglia. Quella per individuare “Omicron”, la cosiddetta variante sudafricana che preoccupa le autorità internazionali per il suo elevato tasso di contagiosità. L'obiettivo è prevenire il più possibile quello che sembra l'inevitabile insediamento della nuova mutazione del virus destinata, probabilmente, a sostituire la “Delta”. I laboratori dell'Azienda ospedaliero-universitaria pisana (Aoup), insieme a quelli delle aziende sanitarie di Firenze e Siena, dai prossimi giorni inizieranno a dare la caccia alla variante, “rispolverando” il sistema di sequenziamento e monitoraggio. «Più che spaventare, questa nuova variante è da attenzionare – spiega il professor Mauro Pistello, direttore dell’unità operativa di virologia dell’Aoup –. Occorre tenerla sotto controllo e per farlo è necessario aumentare nuovamente i controlli, soprattutto nei punti nevralgici: porti e aeroporti. Allo stesso tempo è fondamentale tracciare i casi Covid per evitarne l'insediamento o, almeno, ritardarlo».

Professor Pistello, la variante “Omicron” segna una nuova fase di allarme della pandemia. Quali azioni saranno messe in campo per prevenirne la diffusione?


«È possibile che sia già tra noi. È necessario quindi attivare controlli ad hoc per scoprirlo. La Regione Toscana ha chiesto ai laboratori di riferimento, quelli delle tre aziende sanitarie universitarie, di iniziare ad intercettare e a monitorare la variante nei casi positivi attraverso un controllo sistematico, come già avvenuto in occasione della diffusione della variante Delta».

Quando partiranno i controlli?

«È materia di discussione con la Regione, ma già dalla prossima settimana si inizierà a lavorare per verificare la presenza della variante “Omicron” nei casi di positività al Covid rilevati sul nostro territorio. Dobbiamo quindi verificare se e quanto è presente».

Come funziona il percorso di studio di una variante?

«Come nel caso della variante “Delta”, tutti i casi di positività al Covid saranno inviati a noi, una delle strutture regionali deputate alla caratterizzazione delle varianti. Per “scovarla” va analizzata una porzione del virus per capire se e quale mutazione è in atto. Siamo già pronti a farlo».

Quali caratteristiche presenta la variante “Omicron”?

«I dati a disposizione sono ancora molto parziali, ma anche questa variante sembra caratterizzata da un elevato tasso di trasmissibilità. È presto, però, per dire quanto e come si diffonderà. Sicuramente è una mutazione che va monitorata attentamente».

Rischia di inficiare l'efficacia dei vaccini?

«Questo è un fenomeno che non va trascurato perché ogni variante rischia di diventare più resistente ai vaccini. Questa pericolosità va però contestualizzata: siamo in un territorio e in un Paese con un alto tasso di vaccinazione e, per il momento, non c'è motivo di preoccuparsi, al contrario di altri Paesi dove le infrastrutture sanitarie sono precarie e il livello di vaccinazione ancora molto basso. È necessario però riattivare il sistema di sorveglianza che ora sta vivendo una fase di monitoraggio inferiore a qualche mese fa».

Da settimane assistiamo a un nuovo aumento dei contagi. Siamo già nella quarta ondata?

«È inevitabile un incremento del numero dei contagi. Con la stagione invernale siamo più suscettibili alle infezioni e i virus più resistenti. In qualche modo è fisiologico. I casi in aumento (in rapporto ai ricoveri in terapia intensiva e in regime ordinario, ndr) dimostrano però che il vaccino funziona».

Pisa che scenario presenta e quali sono le previsioni sull'andamento della pandemia?

«Assistiamo a un progressivo aumento dei contagi, anche nelle scuole. L'Aoup ha aumentato i posti di ricovero per soggetti Covid, ma la situazione resta sotto controllo. Anche nelle terapie intensive».