Inquinamento all'ex Vacis: niente sospensiva

La decisione rinviata al 16 dicembre: la Braccianti Sviluppo chiede più tempo per ottemperare all’ordinanza del sindaco

Pisa. Almeno per ora, niente sospensiva per il caso dell’inquinamento da keu all’ex Vacis. Lo ha deciso il Tar, rimandando tutto al 16 dicembre. I giudici hanno infatti emesso un decreto sul ricorso proposto da Braccianti Sviluppo srl (avvocati Costanza Chiarelli e Andrea Mazzocchi) contro il Comune di Pisa, non costituito in giudizio, e nei confronti di Regione Toscana, Agenzia Regionale Protezione Ambiente (Arpa) - Toscana, Fallimento Soc. Coop. a r.l. di produzione e lavoro La Rinascita, non costituiti in giudizio. Obiettivo del ricorso, l'annullamento, previa sospensione dell'efficacia, dell’ordinanza n. 34 del 26 ottobre scorso, emessa dal sindaco di Pisa nella parte in cui è stato ordinato alla società ricorrente, in solido con la Società Cooperativa arl di Produzione e Lavoro La Rinascita, di provvedere ai sensi dell’art. 192 comma 3 del D.Lgs. 152/2006 e successive modifiche, entro 30 giorni dalla notifica dell’atto, al Comune di Pisa e all’Arpat Dipartimento di Pisa, a presentare un adeguato piano di investigazione preliminare finalizzato ad accertare lo stato delle matrici ambientali a contatto con la fonte primaria di contaminazione (terreni naturali limitrofi e acque freatiche) presso l’area ex Vacis – Braccianti Sviluppo, Statale Aurelia località Porta a Mare. Si chiedeva poi di sospendere l’efficacia di ogni altro atto presupposto, conseguente o comunque connesso, compresi il Rapporto del Dipartimento di Pisa di Arpat Area Vasta Costa, la comunicazione del Comune di Pisa con oggetto “Rimozione rifiuti e ripristino stato dei luoghi, comunicazione di avvio di procedimento amministrativo».

Il Tar premette che la prima camera di consiglio utile per la trattazione collegiale della domanda cautelare è fissata al 16 dicembre 2021, e rileva che il provvedimento impugnato assegna il termine di 30 giorni dalla notifica dell’atto (avvenuta, secondo quanto riferito dai ricorrenti, il 27 ottobre 2021) per la presentazione da parte dei due soggetti obbligati in solido (tra cui la ricorrente stessa) di un articolato elaborato tecnico; quindi il termine scadeva ieri, venerdì 26, prima della camera di consiglio precedentemente indicata. Si fa notare che a sostegno dell’istanza di misure cautelari la ricorrente evidenzia i costi e la complessità delle indagini oggetto dell’elaborato, «nonché l’incongruità del breve termine assegnato, unitamente alle conseguenze pregiudizievoli che potrebbero derivare dall’inosservanza dell’ordine impartito».

Tuttavia, secondo il Tar queste ragioni non integrano il presupposto della “estrema gravità ed urgenza” a cui l’articolo 56 del codice di procedura amministrativa subordina la concessione di misure cautelari monocratiche, dal momento che i ricorrenti potranno comunque trovare adeguata tutela in sede collegiale. Morale, niente misure cautelari monocratiche, il caso verrà trattato in camera di consiglio il 16 dicembre 2021. La decisione è di giovedì 25 novembre.