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Autunno da record per il porto di Marina di Pisa: «Una spinta anche dall’effetto Covid»

Simone Tempesti, amministratore della Porto Turistico di Pisa Marine Resort Srl

L’amministratore Tempesti: toccate punte oltre l’80% di occupazione di spazi come mai accaduto in precedenza

PISA. Un autunno da record. Con livelli di occupazione media dei posti barca oltre il 65% e punte superiori all’85% mai registrate in precedenza. Numeri che superano anche quelli pre-pandemia. Una bella sorpresa per il porto turistico di Boccadarno, sempre in mezzo alle procedure di vendita, ma proprio per questo ancor più determinato a fare la sua parte. «Quella a cui stiamo assistendo è la riscoperta del turismo nautico, soluzione che avvicina in maniera corretta ai nostri territori. Dove il porto si propone come hub, punto di riferimento per un’economia circolare che valorizza non solo il nostro settore, ma anche l’intera realtà pisana e toscana. E credo che gli effetti del Covid rappresentino una spinta a privilegiare questo settore», dice Simone Tempesti, amministratore della Porto Turistico di Pisa Marine Resort Srl, la società che gestisce la marina, ormai indipendente dalla società di Boccadarno che ha invece la proprietà (anche quella in fase di vendita) delle aree contermini.

Un’onda lunga quella che ha portato ai risultati di ottobre e novembre. Ancora a giugno i livelli di occupazione dei posti barca erano quelli del lockdown. «Le richieste erano tante, ma ci si muoveva con circospezione: l’evoluzione della pandemia portava ancora diffidenza – dice Tempesti –. Con l’avanzare dell’alta stagione prima si sono mossi gli italiani, poi si è progressivamente affermata la domanda straniera per gli spazi dedicati alle imbarcazioni più importanti che hanno sostenuto il fatturato della società con riflessi significativi anche per l’indotto, dal catering all’artigianato locale, soprattutto riguardo ai prodotti enogastronomici».


Il mercato di riferimento resta quello nord europeo, con gli arrivi da Germania e Olanda su tutti. Poi Austria, Svizzera, Repubblica Ceca, Polonia. Durante la stagione il tutto esaurito si è verificato per alcune categorie di posti barca: sono due gli spazi nella marina per imbarcazioni da 50 metri e anche quelli da 10 metri sono andati molto bene. Ospiti delle strutture di Boccadarno sono stati imprenditori italiani famosi (nomi top secret) e, si dice, star internazionali che vogliono restare in incognito.

A proposito della provenienza degli armatori, proprio i numeri record dell’autunno hanno portato novità. Negli spazi del porto pisano trovano infatti accoglienza due imbarcazioni dell’Australia e una della Nuova Zelanda. I proprietari hanno prenotato ad ottobre, approfittando di una stagione comunque buona, considerato il periodo, per girare il mare toscano in lungo e in largo. Hanno prenotato fino ad aprile, annunciando l’intenzione di godersi le bellezze del Mediterraneo. «L’auspicio è che possano attivare un circuito di altri connazionali attraverso il passaparola», dice Tempesti.

Per l’amministratore del porto gli effetti del Covid «hanno in effetti spinto tutto il settore della nautica. Avere una barca e andare in mare aperto, selezionare le persone da tenere vicine, corrisponde all’idea di una vacanza salubre e sicura, e questa è la chiave di volta per un territorio come il nostro. Il porto è un hub, ma si porta dietro l’indotto, consentendo di incrementare il volume di affari dei rimessaggi, dei cantieri e degli artigiani». È anche il mercato che sta cambiando. «La crisi che ha colpito il settore una decina di anni fa – dice Tempesti – ha modificato ora le modalità di vendita delle barche nuove di maggior livello: non è più tempo dei leasing a pioggia ed ormai i finanziamenti vengono concessi solo a chi se li può permettere. In parallelo si sta sviluppando un interessante mercato dell’usato anche per tasche “normali”».

I numeri di ottobre sembrano riflettersi anche in prospettiva. «Per certe categorie di imbarcazioni – conferma Tempesti – le richieste per il prossimo anno iniziano a prefigurare una scarsità di posti ancora disponibili». Il rilancio del settore deve essere però sostenuto e incoraggiato, soprattutto in questa fase di vento favorevole. L’appello di Tempesti: «È importante che si colga questo momento anche sul piano politico. In altri Paesi sono state deliberate agevolazioni sul piano tributario che hanno permesso di conquistare spazi di mercato importanti. Noi abbiamo un territorio eccezionale sotto il profilo dell’attrattività. Con agevolazioni e una burocrazia meno invadente avremmo davanti opportunità straordinarie e forse irripetibili».

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