«Case della Comunità, si apra un dibattito per la zona pisana»

La richiesta di Sinistra Civica Ecologista: passaggio necessario prima delle decisioni definitive

PISA. «Sulla sanità territoriale e sulle Case della Comunità nella Zona Pisana si apra al più presto il confronto, prima di assumere decisioni definitive». È questo l’appello/richiesta che arriva dal coordinamento territoriale di Sinistra Civica Ecologista di Pisa che ha i suoi referenti l’ex sindaco Paolo Fontanelli e il primario Paolo Malacarne (in foto).

«Dall’inizio della pandemia – dicono – tutti hanno unanimemente riconosciuto quanto sia necessario potenziare fortemente la sanità territoriale in termini di strutture, risorse e organizzazione per rendere il diritto alla salute realmente vicino ai cittadini. Tutti i documenti di legge e di indirizzo governativi (Pnrr), ministeriali (documento Agenas sulla sanità territoriale) e regionali (progetto “Da Casa della Salute e Casa della Comunità”) identificano nelle “Case della Comunità” la struttura portante per l’integrazione socio-sanitaria e per una sanità vicina al cittadino, prevedendone, sulla base di precise indicazioni, una principale, denominata “hub”, ogni 4mila-50mila abitanti e una o più secondarie ed essa collegate, denominate “spoke”, in numero definito sulla base delle caratteristiche geografiche dei territori di riferimento».


La Regione Toscana, seguendo le indicazioni ministeriali, attende dalle Società della Salute entro dicembre le proposte sulla localizzazione geografica delle Case della Comunità, sia hub che spoke, ed entro marzo proposte sull’organizzazione interna delle stesse. «È quindi evidente – aggiungono – che ogni proposta sulla localizzazione delle Case della Comunità è funzionale a come la Società della Salute pensa di farle funzionale. Sinistra Civica Ecologista, forza politica che ha sempre spinto per il potenziamento della sanità territoriale, chiede che si apra immediatamente un confronto pubblico su localizzazione e organizzazione delle Case della Comunità: nei 9 comuni della zona pisana, che conta 200mila abitanti, possono trovare sede, secondo i parametri nazionali, 4 o 5 centri hub e, in considerazione del quadro di ampia dispersione geografica, almeno 7 o 8 centri spoke».

«Crediamo, per la rilevanza che ha assunto il problema della tutela della salute, soprattutto sul piano della prevenzione, che sia importante creare il massimo di coinvolgimento dei cittadini. Pensiamo che anche a livello nazionale e regionale – conclude il coordinamento di Sinistra Civica Ecologista – sia necessario rispettare le aspettative, da tutti riconosciute, di un reale potenziamento del sistema socio-sanitario nel territorio».

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