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La mamma-detective contro le sigarette fa scoprire chi vende le “bionde” ai minori

Pisa, la figlia di 13 anni ha accettato di fare da esca per la polizia municipale in due tabaccherie dove ha acquistato altrettanti pacchetti

PISA. L’occhio attento di un professore che non si volta dall’altra parte quando vede una sua alunna in atteggiamenti a rischio. Una madre presente che prima si fa sentire con la ragazza e poi decide che quello che può essere una danno per sua figlia è una fonte di pericolo anche per altri coetanei.

Ma anche la risposta immediata di chi riceve a segnalazione. E, senza metterla nel cassetto, cerca il modo di verificare la denuncia con una tecnica pratica ed efficace. Il sistema usato dalla polizia municipale per scoprire due tabaccai che vendevano sigarette a minorenni non ha richiesto ingegni particolari. Con il consenso della madre, una ragazzina è stata mandata a fare l’acquisto proibito. Lei ha 13 anni. Impossibile scambiarla per una maggiorenne. Loro, i due titolari di tabaccherie in piazza San Frediano e in via Corsica, l’hanno trattata alla stregua di un adulto dandole i pacchetti di sigarette.


È bastato mettere i soldi sul banco. Appena la minorenne è uscita dai negozi sono entrati gli agenti della polizia municipale, quelli del nucleo operativo di sicurezza urbana e della sezione giudiziaria, con un esordio diretto: «Avete venduto voi questo pacchetto di sigarette?» mostrando le “bionde” cedute alla minorenne. Di fronte all’evidenza hanno alzato simbolicamente le mani. Multa di mille euro e stop per 15 giorni che saranno disposti dai Monopoli di Stato a cui è stata mandata l’informativa della Municipale.

«Aveva la mascherina ed ero distratto» si è giustificato un commerciante. «Stavo servendo un altro cliente e non ho avuto modo di controllare l’età» ha aggiunto un altro. Tutto è nato dalla denuncia di una madre. Dall’estate andava avanti l’acquisto segreto di segrete da parte di una ragazzina che è stata vista da un professore fumare a scuola. Con una consuetudine quotidiana o quasi si presentava nelle due tabaccherie, poi controllate, per comprare le sigarette. Il docente decide di mettere a conoscenza la mamma del “vizio” tabagista dell’alunna.

Allora la donna si rivolge alla polizia municipale che escogitato il sistema dell’esca per smascherare i fornitori illegali di tabacco. Non è complicato studiare e mettere in pratica il piano. La ragazzina d’intesa con la mamma, più calma dopo la sfuriata iniziale, si fa dare i soldi sufficienti per i due acquisti. Si presenta come una cliente abituale nelle tabaccherie dove, senza scrupoli, le hanno venduto le sigarette. All’esterno ci sono gli agenti che in un secondo si sostituiscono al “gancio” usato per scoprire il commercio, qualificandosi verso i tabaccai colti in fallo in una flagranza che non ammette repliche.

Entrambi i titolari, fanno sapere dal comando di via Battisti, non hanno saputo giustificare adeguatamente l’omesso controllo dell’età dell’acquirente, palesemente minorenne. «In caso di recidiva la legge prevede la revoca della licenza – spiegano dalla municipale –. Da segnalare il trend in aumento delle persone che si rivolgono alla polizia municipale per denunciare fatti e situazioni che permettono pronto intervento e immediata risoluzione del problema.

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