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Rebus tampone e Qr code così un bimbo è confinato a casa. La denuncia di un padre

La misurazione della temperatura a un bimbo di una scuola primaria

Pisa, da una settimana non può andare a scuola per colpa di una burocrazia che non dialoga con test e validazioni

SAN GIULIANO. Una storia come tante, ma che merita di essere raccontata. La storia di un bambino che ha saltato finora una settimana di scuola senza alcun motivo. La storia di un bambino fatto sentire diverso senza aver fatto niente.

Ce la racconta Fabrizio Impeduglia, giornalista, il padre.


«Martedì, in classe di mio figlio, che frequenta la scuola primaria Verdigi a Pappiana, facente parte dell’istituto comprensivo Gereschi, è risultata positiva una bambina – spiega Impeduglia –. Non avendo ricevuto alcuna comunicazione né da parte della scuola né da parte della Asl mercoledì mio figlio come quasi tutta la classe non si è presentato a scuola. Passato anche il mercoledì senza nessuna comunicazione, anche giovedì non è andato a scuola. Ma anche il giovedì non è arrivata nessuna comunicazione nonostante fossero passati due giorni dalla positività della compagna. A quel punto venerdì 19 è rientrato a scuola. Poche ore dopo è arrivata la comunicazione della scuola di andare a riprendere subito i figli di quella classe. Come tutti i genitori mi sono recato a scuola e mi è stato consegnato un modulo per andare a fare il tampone all’ex Expo a Ospedaletto (Pisa). E così abbiamo fatto, consegnando il modulo ed eseguendo il tampone alle ore 12.48 (oltretutto in lacrime, pur senza dolore, dato che era il primo che faceva). Ci è stato detto che in serata avremmo potuto scaricare il referto per rientrare a scuola. Pochi minuti dopo riceviamo una mail della scuola che inoltra il voucher tamponi del servizio sanitario della Regione Toscana con il QR code riportato per l’esecuzione del tampone, da fare alle 14 al centro vaccinale di Ospedaletto... Per precisione, anche se non ce ne sarebbe stato motivo, decido di andare alle 14 all’ufficio del centro vaccinale dedicato a questa operazione e mi viene detto che non ci sono problemi, i dati del referto del tampone fatto 76 minuti prima saranno “ovviamente” incrociati». Accade che ieri mattina «lascio mio figlio alla Verdigi e dopo un’ora la scuola mi ordina di andarlo a riprendere perché il referto non è quello del QR code indicato nella mail. Discuto con la dirigente scolastica, ma vince la burocrazia. Vado all’ex Expo, ma vince la burocrazia. Vado al centro vaccinale dove non abbiamo fatto il tampone perché “i dati ovviamente saranno incrociati”, ma vince la burocrazia”. La soluzione? Rifare il tampone! Altrimenti fino al secondo tampone di mercoledì non potrà rientrare a scuola. Quale risposta dare al bimbo che mi chiede: “Papà ma perché io devo fare il tampone due volte e tutti i miei compagni una volta sola?”. “Perché mi hanno mandato via da scuola e tutti i compagni che hanno fatto il tampone venerdì come me, invece ci possono stare?”. Non importa essere positivi o negativi al Covid, importa solo il QR code. Una vergogna».

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