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La rotatoria dei rimpalli: no di Regione e Cascina, Pisa rifà il progetto per la terza volta

L'incrocio sull'Emilia per Montacchiello

Il progetto della rotatoria di Montacchiello sull’Emilia, all’altezza dell’incrocio per Titignano, è un’esigenza sicuramente avvertita

PISA. Questa rotatoria non s’ha da fare. Il dubbio sorge spontaneo riguardo al progetto della rotatoria a Montacchiello. E viene rilanciata dagli ultimi sviluppi: gettato via il primo progetto (no della Regione), è stato accantonato anche il secondo (no del Comune di Cascina). Ora è in corso il terzo tentativo. «Una terza soluzione progettuale interamente compresa nel comune di Pisa finalizzata a limitare il consumo di suolo e l’incidenza dei costi di esproprio», si legge nella risposta che l’assessore all’urbanistica e alla mobilità Massimo Dringoli ha scritto dopo l’interrogazione presentata da Francesco Auletta, capogruppo di Diritti in comune, in cui chiedeva chiarimenti su vari punti.

Il progetto della rotatoria di Montacchiello sull’Emilia, all’altezza dell’incrocio per Titignano, è un’esigenza sicuramente avvertita. Nelle ore di punta i semafori creano lunghe code di mezzi, soprattutto in entrata e in uscita dall’area produttiva di Montacchiello in continua espansione, come dimostra anche lo sbarco nella zona di Amazon.


La vicenda procede per puntate. La prima soluzione progettuale per la rotatoria («che era stata elaborata in conformità allo strumento urbanistico vigente», sottolinea Dringoli) prevedeva un investimento di 1.156.545 euro. In sede di conferenza dei servizi, la Regione (Direzione Difesa del suolo e Protezione Civile-Settore Genio Civile Valdarno Inferiore) ha detto no, attraverso un “atto di dissenso non superabile”, per questioni legate ai fossi presenti e dunque alla regimazione idraulica.

Di conseguenza il progetto è stato rivisto spostando la rotatoria verso Pisa per non interferire con il ponte esistente sul fosso di Titignano e risultare quindi approvabile dalla Regione. Una modifica che comportava un aumento dei costi fino a 1.725.151 euro, interessando aree di maggiore superficie e comportando la necessità di realizzare un nuovo tratto di viabilità per l’innesto sulla rotatoria da via di Titignano. E qui è spuntato un altro grande ostacolo. «Tale soluzione – spiega Dringoli – non è però conforme allo strumento urbanistico vigente, per cui si rende necessaria specifica variante urbanistica con imposizione di vincolo preordinato all’esproprio». Proprio la vicenda degli espropri, comprendendo anche aree nel comune di Cascina, aveva trovato l’opposizione della giunta cascinese non disposta ad accollarsi spese per l’opera.

Si arriva così al terzo tentativo in corso. Ma gli ostacoli restano. Uno è quello della variante urbanistica, che si porta dietro tempistiche lunghe e precise. Infatti, come ricorda l’assessore, «ogni soluzione progettuale difforme dallo strumento urbanistico vigente rende comunque necessario l’adeguamento dello stesso e l’accertamento della coerenza con le previsioni del Piano Strutturale Intercomunale adottato. Inoltre i vincoli preordinati all’esproprio perdono efficacia se il progetto definitivo dell’intervento non è approvato entro 5 anni». In più «se le soluzioni progettuali investono anche aree ubicate entro il comune di Cascina, le considerazioni di cui sopra vanno estese allo strumento urbanistico del Comune di Cascina. La redazione di eventuali varianti urbanistiche dovrà essere condotta in collaborazione e sinergia tra i due enti, in quanto non è possibile procedere alla realizzazione di opere (con imposizione di vincoli preordinati all’esproprio) non conformi agli strumenti urbanistici».

Intanto, «non è stato sottoscritto alcun accordo di programma con il Comune di Cascina o altri enti per la realizzazione dell’opera».

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