Pisa, ultimatum a prefetto e questore: «Così non ce la facciamo più»

La “malamovida” in centro sta peggiorando. I comitati chiedono limiti orari più stringenti per i locali

PISA. Urla, schiamazzi, assembramenti, bonghi, cori da stadio, musica fino a tarda notte. Il risultato, la mattina, è «una distesa di bottiglie vuote e di vetri, senza parlare dei bisogni fisiologici che ammorbano il quartiere». Fino a veri e propri atti di vandalismo segnalati dai residenti con danneggiamenti di auto private in via Roma e in via Risorgimento e vetrine spaccate di attività commerciali in via San Frediano. Niente di nuovo per chi abita nel centro storico di Pisa, e in particolare in piazza delle Vettovaglie, piazza del Cavalieri, piazza Dante, piazza Santa Caterina e strade adiacenti. Soltanto che ora – avvertono abitanti e associazioni cittadine – la “mala movida” è addirittura peggiorata e ha «conquistato nuovi spazi». E i residenti, dopo incontri e proposte per cercare di migliorare la situazione, non ce la fanno più.

È infatti questa la situazione denunciata dal Coordinamento Comitati cittadini di Pisa alle autorità competenti durante la riunione della scorsa settimana del Tavolo di coordinamento sulla sicurezza urbana in prefettura.


«L’ascolto dei cittadini esasperati, pur importante, non basta», scrive il Coordinamento. «Occorrono interventi rapidi e specifici per evitare che la situazione degeneri ulteriormente. Il Coordinamento dei Comitati cittadini ha più volte sollecitato un dialogo e fatto proposte per la soluzione dei problemi con Comune e istituzioni (tra cui prefettura, Questura e Università) che stanno ignorando il problema». Nonostante le occasioni di confronto e di ascolto, i cittadini coinvolti lamentano infatti l’assenza ad ora di azioni concrete e risolutive per arginare il problema. E lanciano l’ultimatum: «L’alternativa può esser solo quella di esposti e denunce all’autorità giudiziaria». Anche perché «la conseguenza di questi comportamenti lesivi dei diritti fondamentali sarà un ulteriore spopolamento del centro storico», avverte il Coordinamento, che aveva già avanzato una serie di proposte. Tra queste «l’istituzione di posti fissi di controllo con tutte le forze di polizia, in particolare nelle notti del venerdì e del sabato, per individuare, anche attraverso l’identificazione di persone pericolose e sospette. Ma anche la necessità di colpire i singoli comportamenti illegali, anche con l’ausilio delle telecamere ove esistenti e una decisa attenzione nei confronti degli esercenti che somministrano alcolici, che devono regolamentare il flusso degli avventori con l’utilizzo di steward».

Inoltre, prosegue il Coordinamento, «è necessario che il sindaco di Pisa urgentemente ristabilisca limiti orari più stringenti agli esercenti del centro storico, come ha fatto il sindaco di Livorno, fissando il limite alle 24. Inutile finora la richiesta, rinnovata nell’incontro, che gli sporadici interventi emergenziali finora effettuati dopo le proteste dei cittadini si trasformino in un piano organico di misure capaci di limitare il fenomeno». Per questo, «di fronte alla propagandistica attenzione rivolta alla sicurezza negli slogan, pari in clamore soltanto all’inefficacia esecutiva delle amministrazioni interessate», continua il Coordinamento, «chiediamo nuovamente che un progetto organico venga finalmente adottato dal Comitato per la sicurezza e l’ordine pubblico, comprendente anche il potenziamento delle telecamere di videosorveglianza e dell’illuminazione in strade e piazze dove sono inadeguate. È inoltre indispensabile realizzare campagne pubbliche efficaci, promesse da tempo ma mai realizzate, contro l’incremento preoccupante dell’uso di droga e di alcol tra i giovani».

All’incontro erano presenti il capo di gabinetto della prefettura, dottoressa Annalisa Oliva, l’assessora alla sicurezza Giovanna Bonanno, i rappresentanti delle forze dell’ordine, Francesco Pozzi, presidente del Comitato di Santa Maria e del Coordinamento dei Comitati cittadini, Guido Nassi (comitato La Cittadella), Giuseppe Di Vetta del Gruppo Vendesi/Vettovaglie, Ugo Faraguna e Salvatore Rizzo del Gruppo Piazza Dante.

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