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Il Pd trova il punto d’equilibrio: Sabatino e Ferrante segretari

Da sinistra Oreste Sabatino e Massimiliano Sonetti

Verso candidature unitarie per il congresso di novembre. Dimissioni di Del Torto: «Solo un partito coeso può guidare una coalizione capace di riconquistare Pisa»

PISA. Andare a congresso con una soluzione unitaria. Oltre le ormai storiche divisioni e gli screzi personali. Il Pd provinciale ha raggiunto l’accordo. Convergenza sul nome di Oreste Sabatino per la segretaria provinciale, ma non solo. Perché l’intesa, dopo mesi e mesi di divisioni, così semplice non poteva essere. Diventa allora decisiva anche la mossa di Ranieri Del Torto, che si dimette da segretario dell’Unione comunale. Al suo posto è pronto Andrea Ferrante, che torna in un ruolo già ricoperto.

Riformisti da una parte, orlandian-zingarettiani dall’altra. Antonio Mazzeo, presidente del consiglio regionale, ma anche Matteo Trapani, capogruppo in consiglio comunale, gli alfieri su un fronte. Alessandra Nardini, assessora regionale, ma anche l’ex sindaco Marco Filippeschi e l’ex assessore Fabrizio Cerri, sull’altro.


Per la commissaria Valeria Valente, senatrice, non è stato semplice arrivare in porto. Ma era il suo obiettivo. La spinta del segretario nazionale Enrico Letta ha dato un forte contributo. Un partito diviso proprio nella sua città non poteva essere una situazione da protrarre ulteriormente. E sabato 6 novembre Letta sarà nell’ex feudo leghista di Cascina, alla Città del Teatro, per lanciare di fatto la campagna elettorale per Pisa 2023.

Oreste Sabatino, sostanzialmente slegato dalle correnti, uno che ha votato Zingaretti al nazionale, è stato il profilo che ha permesso la sintesi. Origini calabresi, 28 anni a dicembre, è avvocato, laureato all’Università di Pisa e già alla guida dei Giovani democratici pisani. Si voterà nei circoli dall’8 al 21 novembre, mentre le candidature dovranno essere formalizzate entro il 30 ottobre. Sul nome di Sabatino si stanno portando quasi tutti i sindaci della provincia. È il segnale della convergenza. Ricoprirà il ruolo che fino a febbraio 2020 è stato del renziano Massimiliano Sonetti, dimessosi dopo il passaggio a Italia Viva in vista della sua candidatura alle regionali. Poi per qualche mese ci ha provato Fabrizio Cerri, ex assessore ed ex amministratore di Pisamo, un nome di peso, ma che poi ha lasciato sbattendo la porta accusando i “mazzeiani”. Una situazione che non poteva reggere e che non ha retto. Fino alla nomina di Valente come commissaria. Tenace nel perseguire il suo obiettivo di ricompattare. La pisanità di Letta è stata una bella carta da giocare per serrare i ranghi. Ma gli equilibri non sono mai semplici da trovare e mantenere. Ecco allora la contropartita della segreteria comunale ad Andrea Ferrante, 50 anni, ingegnere, già assessore nella giunta Filippeschi. È stato per un po’ nella segreteria regionale di Simona Bonafè, poi il suo posto è stato preso da Ylenia Zambito, già collega di giunta, lettiana di ferro. La quadra è rappresentata dal passo indietro di Del Torto, un altro vicino a Letta nei primi anni insieme nella politica pisana. Il resto dovrà farlo, con la ratifica ufficiale, il voto dei circoli.

A quel punto il Pd pisano dovrà mettersi in marcia verso la campagna elettorale per Pisa 2023 con l’obiettivo di riconquistare la città persa nel 2018 per mano del centrodestra a trazione leghista. I contatti con gli alleati della coalizione sono già cominciati. C’è da costruire la squadra insieme con M5S, Articolo Uno di Paolo Fontanelli, la sinistra che si richiama a Nicola Fratoianni, riformisti. «Solo con un Pd unito si può costruire una coalizione larga che possa vincere le prossime elezioni», è quello che si ripete in via Fratti. E poi la scelta decisiva del candidato sindaco.