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Anziano colpito in strada, la Procura vuole l’arresto in cella dell’indagata

Il punto in via di Pratale in cui l’anziano è stato ferito alla testa durante un’aggressione

Pisa, l’assalto in via di Pratale: le condizioni del pensionato sono stabili

PISA. Sarà fissata tra oggi e domani l’udienza di convalida davanti al gip del fermo di indiziato di delitto nei confronti di una 33enne romena, residente a Pisa, portata al Don Bosco domenica sera con l’accusa di lesioni gravissime.

Secondo la polizia sarebbe l’autrice del pugno sferrato al volto di un anziano di 79 anni domenica intorno alle 10 in via di Pratale di fronte alla filiale bancaria del Credito della Valdinievole.


Un’aggressione senza un motivo apparente che ha provocato, in un effetto rimbalzo drammatico, la caduta del pensionato di testa su un paletto di ferro. Fratture alle mandibole, lesioni alla base cranica, ossa nasali rotte e perdita di sangue da un orecchio, è il bollettino medico per l’anziano ricoverato a Cisanello in prognosi riservata.

Le sue condizioni sono stazionarie, ma è ancora in pericolo di vita.

La Procura, pm Aldo Mantovani, in occasione dell’udienza di convalida chiederà la conferma della misura cautelare della custodia in carcere per la donna rintracciata dagli agenti della squadra mobile poco ore l’episodio avvenuto a pochi metri dal Bar Jolly.

Non è chiaro se sia stato un tentativo di rapina dopo aver visto magari il pensionato fare un prelievo al bancomat o il gesto folle di chi ha colpito a caso.

Di sicuro il pugno a sangue freddo ha fatto perdere l’equilibrio all’anziano che è finito con la faccia sul palo di ferro all’esterno della banca. Una stoccata violenta e rapida che ha steso il 79enne, raggiunto al volto senza accorgersi di quello che stava per subire.

Le telecamere della banca e le testimonianze di due donne che stavano facendo jogging sono state le basi di partenza degli investigatori della questura che in breve tempo si sono portati sulle tracce della donna ritenuta l’autrice dell’aggressione.

«Aveva i capelli raccolti in una coda ed era in bici» è stato il racconto delle testimoni agli agenti delle volanti intervenuti dopo essere stati allertati dal personale del 118.

Inizialmente si era pensato a un uomo longilineo, di carnagione olivastra.

Poi gli approfondimenti hanno spostato gli investigatori su una figura femminile che sarebbe quella individuata nelle 33enne, rom, con diverse denunce per piccoli fatti di microcriminalità.

Quando il medico ha visto quella sagoma inerme adagiata sull’asfalto si è prodigato per prestargli le prime cure. Poi ha chiesto l’intervento delle forze dell’ordine e dalla centrale operativa della questura sono state inviate le volanti.

È stato l’inizio delle indagini concluso con il fermo della romena. A breve il passaggio di fronte al gip per valutare l’esigenza o meno di tenere in carcere la donna.

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