Muore a 29 anni, il padre e la sorella stravolti dal dolore: «Ora come faremo...»

La tragedia a Pisa: lo strazio dei familiari

PISA. «Non è vero. Ora come faremo». Le urla disperate dei familiari di Besmir rompono il silenzio che aleggia sulla rotatoria dei Caduti di Kindu, affollata di poliziotti della stradale e della municipale impegnati nei rilievi dell’incidente e nella regolamentazione del traffico che di primo mattino comincia a diventare sostenuto.

Il primo ad arrivare, accompagnato dagli agenti della questura, è il padre del 29enne. Lo portano verso il figlio adagiato al centro della rotatoria e con un gesto che è la sintesi di un dolore assoluto alzano il telo bianco: in quell’attimo il papà esplode in un urlo da spezzare il cuore.


Lo confortano per quello che è possibile fare di fronte a un lutto del genere e quando arrivano gli altri familiari le scene strazianti diventano un supplizio per tutti, anche per chi è abituato per lavoro a incrociare la morte. La sorella non si dà pace, mentre il papà si ritira in auto. Altri parenti arrivano, avvertiti con un passaparola segnato dal pianto.

«È mio fratello, mio fratello» ripete al presente la sorella che non smette di piangere. Non c’è consolazione che possa lenire lo sgomento che travolge la famiglia Shala. Nell’appartamento in via Norvegia dalla tarda mattinata ha inizio un mesto pellegrinaggio per un cordoglio spontaneo ai familiari dell’operaio albanese.



P.B.

© RIPRODUZIONE RISERVATA