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Un migliaio di lavoratori senza Green pass Aziende alle prese con il rebus controlli

Gli imprenditori e le associazioni: verifiche difficoltose ma meglio del rischio di dover chiudere ancora le attività

PISA. In alcune aziende i controlli saranno svolti a tappeto. In altri a campione o a rotazione. In ogni caso saranno rigidi e quotidiani. Il conto alla rovescia è quasi terminato, i preparativi e l’organizzazione in molti casi ancora no. Domani scatta l’obbligo del Green pass per accedere ai luoghi di lavoro e arriva anche la stretta per i lavoratori che hanno rifiutato di sottoporsi alla vaccinazione contro il Covid-19.

Le aziende pisane, dalle più piccole a quelle più grandi, si dicono pronte ad affrontare questa nuova fase dell’emergenza sanitaria, «quella che – dicono in coro – potrebbe rappresentare l’ultima tappa di un periodo buio per l’economia e l’occupazione». Dalle imprese più piccole a quelle di medie dimensioni, l’obbligo del Green pass introdotto dal governo per tutti i dipendenti è stato accolto favorevolmente anche per cercare di prevenire eventuali nuovi contagi che potrebbero mettere ko le aziende.


Le prime stime parlano di almeno un migliaio di lavoratori, impiegati nel settore privato, sprovvisti della certificazione verde. Per eventuali “furbetti” che tenteranno di occupare il proprio posto senza la certificazione il rischio è di un provvedimento disciplinare con relativa sospensione dall’impiego in quanto non autorizzato ad entrare nel luogo di lavoro.

Da ieri mattina riunioni organizzative, anche con delegati e rappresentanti sindacali, hanno posto le prime basi e regole per i controlli. App e delegati assicureranno le verifiche. Nelle aziende più grandi i controlli saranno nella maggior parte dei casi svolti dalle aziende esterne che gestiscono i servizi di portierato o da quelle addette ai controlli di sicurezza.

«Qualche problema organizzativo ci sarà, ma non sarà impossibile svolgere i controlli – sottolineano i sindacati –. Le criticità si verificheranno soprattutto per i lavoratori che hanno deciso di non vaccinarsi e dovranno sottoporsi ai tamponi a proprie spese. Non sono tanti, ma in ogni azienda c’è qualche caso, soprattutto nelle più grandi. Da quando si è iniziato a parlare dell’obbligo del Green pass si è però assistito ad una corsa alla vaccinazione e il numero di lavoratori vaccinati è cresciuto sensibilmente nelle ultime settimane».

«Auspichiamo che l’estensione del Green pass ai dipendenti privati possa imprimere l’accelerazione necessaria a raggiungere gli obiettivi di copertura vaccinale e quindi a superare nel breve-medio periodo la stessa necessità di una certificazione verde – sottolinea Confesercenti Toscana Nord –. Siamo consapevoli che le difficoltà per le imprese non mancheranno, ma altrettanto consapevoli che questo strumento impedisce in maniera definitiva ogni possibilità di nuove chiusure che sarebbe il colpo finale per le nostre imprese. Non nascondiamo un po’ di preoccupazione per quelle figure che, nel caso non vogliano dotarsi del certificato verde, dovranno essere sostitute per le difficoltà a reperire nuovo personale. Difficoltà che abbiamo già visto durante l’estate. A questo si aggiunge la necessità di trovare il profilo giusto e la formazione di questo personale nuovo da inserire sui luoghi di lavoro».

«Il governo, imponendo l’obbligo del Green pass, ha favorito l’aumento della percentuale dei vaccinati. Di questo ottimo risultato bisogna dare i meriti al cambio di passo che il generale Figliuolo ha impresso alla campagna vaccinale», dice Patrizia Alma Pacini, presidente dell’Unione Industriale Pisana, che aggiunge: «Del resto, rendere gli ambienti di lavoro più sicuri e protetti, oltre ad adottare tutte le misure previste contro il contagio, permette di stabilizzare l’attuale ripresa economica che molti settori stanno affrontando, evitando le chiusure dovute alla eventuale recrudescenza della pandemia. I dati per ora sono molto rassicuranti».

Le imprese «hanno però – prosegue Pacini – un onere dato dal legislatore molto gravoso, sia in termini economici sia di procedure, alcune volte impossibili da adottare. I nostri uffici e in particolare il gruppo di lavoro, composto da quattro legali e due ingegneri, stanno rispondendo alle infinite richieste e problematiche provenienti dalle aziende, calando le misure previste del Decreto nella loro quotidianità. Per rispondere alle prime domande di chiarimento abbiamo svolto anche uno dei primi incontri virtuali con le aziende già il 28 settembre andando a chiarire i punti fermi del Decreto. Sicuramente ci aspettiamo ulteriori novità dopo il 15 ottobre».

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