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Bilanci della discarica, blitz della Finanza alla Belvedere spa

Indagini dopo l'esposto alla procura del capogruppo di minoranza Nassar. L'ira del sindaco: «L'inchiesta sarà una tomba per l'opposizione»

PECCIOLI. Personale della Guardia di Finanza negli uffici della Belvedere spa, l’azienda che gestisce la maxi discarica di rifiuti a Legoli. La “visita” delle fiamme gialle, con relativa acquisizione di alcuni documenti, viene confermata dalla stessa azienda e dal Comune di Peccioli, attualmente detentore del 25% delle quote societarie (fino a qualche mese fa aveva oltre il 63%). Le verifiche in atto da parte della Finanza sarebbero scaturite dall’esposto alla procura della Repubblica presentato circa un anno fa dal capogruppo d’opposizione in consiglio comunale Magdi Nassar . «Rispetto all’ispezione nella sede della Belvedere – afferma lo stesso Nassar – non sono autorizzato a parlare, ci sono indagini in corso e su consiglio dei miei legali non posso rilasciare dichiarazioni sull’inchiesta. Per quanto riguarda invece l’esposto posso dire che, nonostante Belvedere ci abbia sempre negato l’accesso agli atti, evidenziammo nella documentazione presentata l’enorme quantità di denaro rappresentato dalle cosiddette “liberalità” erogate dalla società in tutti questi anni. Enormi cifre non controllabili in bilancio che superano talvolta i costi delle materie prime e quelli del personale e che vengono utilizzate per attività estranee a quello che è l’oggetto sociale. Elargizioni che puntualmente aumentano nei mesi precedenti ogni tornata elettorale. Dalla procura vogliamo capire se siamo di fronte ad una distrazione di patrimonio, in parte pubblico, oppure no. E le indagini della Finanza potranno essere importanti in questo senso».

Intanto, scoppia la polemica politica. E non solo quella. «In questo momento – tuona il sindaco Renzo Macelloni – il Sistema Peccioli è come un’auto sportiva che viaggia forte e decisa verso il futuro. Provando a immaginarlo e realizzarlo per il bene della sua comunità e più in generale di un territorio. Una comunità al centro in questi mesi anche di palcoscenici internazionali, come quello della Biennale di Venezia. C’è qualcuno, però, che sta provando a bucare le gomme, ma nonostante i ripetuti tentativi non riuscirà a scalfirne neppure la carrozzeria. La macchina continuerà a seguire la sua strada».

Parole pesanti come macigni quelle del primo cittadino, che la mattina del 6 ottobre scorso è stato subito informato della richiesta di documenti che la Guardia di Finanza ha formulato direttamente negli uffici della Belvedere spa. È stato il presidente Silvano Crecchi a telefonare subito al sindaco. Per capire l’origine delle indagini dei finanzieri occorre tornare indietro nel tempo. «Il 26 ottobre 2020, nel corso del consiglio comunale – racconta Macelloni – l’attuale capogruppo dell’opposizione, il signor Nassar, in un intervento molto nervoso annunciò che aveva depositato alla procura della Repubblica un esposto di ben 2.000 pagine, con tanto di documenti e allegati, con il preciso intento, cito testualmente, di “rovinarci come amministratori e come persone”. A detta dello stesso Nassar questo fascicolo era la somma di tutti gli esposti, come fosse una summa teologica, che, in vari organismi, dalla Corte dei Conti fino all’Anac passando per altri ancora, e in vari tempi, aveva presentato proprio per mettere in discussione l’operato, la correttezza e legalità dei rapporti tra Comune di Peccioli, Belvedere spa e Fondazione Peccioliper. Senza aver avuto la soddisfazione che avrebbe voluto. Dopo un anno la procura della Repubblica ha mandato la Guardia di Finanza in Belvedere per effettuare alcune doverose verifiche.

«La Belvedere spa – sottolinea il presidente Silvano Crecchi – è ben lieta di collaborare con gli organi competenti, nei modi e nelle forme richieste. Anzi, per quanto questa cosa sia anomala, vale a dire un’opposizione che si fonda su una persecuzione giudiziaria, noi vediamo questo passaggio con grande sollievo. Finalmente potremmo riuscire a far valere anche tutte le nostre querele che, fino a oggi, abbiamo fatto e che la procura ha declassato sempre a critiche politiche. Quegli argomenti portati ora da Nassar, infatti, sono gli stessi che sono nell’esposto. Come lui stesso ha ammesso in consiglio comunale».

Per il sindaco di Peccioli si può prospettare a questa punto una resa di conti politica. «Entriamo – aggiunge il sindaco – nella fase finale dell’opposizione, un’opposizione che ha scelto una via senza sbocco. Parlando di debiti della Belvedere e di scorrettezze mai dimostrate. Avremo un Nassar che ha speso soldi per la sua battaglia ma che, ancora di più, ha fatto spendere soldi pubblici, delegando ad altri organi di controllo la sua opposizione che non riesce a sostenersi su solidi e concreti argomenti politici. Un esposto, il suo, che sarà la tomba dell’opposizione. Per quanto ci riguarda, risponderemo a tutto quello che ci sarà richiesto e in tutte le forme possibili che verranno ritenute opportune, questo per chiarire il nostro percorso».

Anche per Macelloni le 2.000 pagine sono, dunque, un’occasione di trasformare quelle critiche politiche nell’occasione di avere giustizia delle accuse mosse in questi anni da Nassar alla giunta e al Sistema Peccioli. «Pur nella convinzione che ognuno debba rispondere dei propri atti e non farsi scudo di quelli altrui – conclude Macelloni – nessuno ci può impedire di pensare che Nassar sia una persona che ha avuto il coraggio di chiedere, per iscritto, danni al Comune di Peccioli. Un Comune che lui vorrebbe amministrare. I danni sarebbero per la presunta caduta di una ghianda che, staccandosi da una quercia del giardino del centro polivalente, avrebbe colpito il parabrezza della sua auto. A detta di Nassar, danneggiandolo. Una ghianda del peso di un grammo come avrebbe potuto provocare questo danno? Dal Comune gli è stato risposto che era meglio non insistesse, a meno che questa non fosse la ghianda dell’era glaciale. Questa vicenda rende la misura del personaggio politico».

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