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Pisa, travolta e uccisa in bici: la patente dell'automobilista era sospesa per sempre

Il marito della turista a due passi dal corpo senza vita della moglie

Pisa, ecco la motivazione del no al rinnovo del documento di guida per il 69enne che ha travolto e ucciso in auto una turista in bici sulle strisce pedonali

PISA. Totale mancanza di requisiti psicofisici.

Il 69enne pisano che lunedì pomeriggio ha travolto e ucciso una turista in bicicletta in via di Porta a Mare, da anni non avrebbe dovuto sedersi al volante di un’auto. Il no al rinnovo della patente non si presta a fraintendimenti: mancanza di requisiti psicofisici. Eppure era alla guida di una Fiat Punto quando intorno alle quattro ha incrociato per annientarla la vita di una turista tedesca di 60 anni, in Italia con il marito con il quale aveva festeggiato il compleanno lo scorso venerdì. Erano diretti a Marina di Pisa in bici. All’altezza delle strisce pedonali la vita di Renate Altmeyer residente ad Haltern am See nella Renania si è interrotta sotto l’utilitaria del pensionato con seri problemi di salute, fisica e psichica. Al suo fianco c’era il figlio, anche lui affetto da un importante deficit cognitivo, che non si è reso conto di quello che il papà aveva appena combinato. «Ma ora ci fate la multa?» ha domandato agli agenti della Municipale impegnati nei rilievi dell’incidente mortale.


Il padre non gli è da meno. Guidava con la patente sospesa a tempo indeterminato. È sceso dall’abitacolo reggendosi sulle stampelle e senza la scarpa destra. Nella sinistra portava una calzatura di quelle usate per chi soffre di piedi diabetici. «Quando posso riprendere la macchina?» ha chiesto ai poliziotti del comando di via Battisti quando il corpo della donna era ancora incastrato sotto la sua auto.

Uno scarto evidente tra la realtà e la mancata percezione di quello di cui è accusato l’automobilista denunciato per omicidio stradale. L’unico punto a suo favore è stata la negatività all’etilometro. Sul resto la strada giudiziaria parte in salita non solo con l’aggravante della guida nonostante il ritiro della patente. L’impatto è avvenuto sulle strisce o nelle immediate vicinanze. La turista in bici e dietro suo marito che ha visto finire la donna sotto la Punto. Non un semplice investimento. Il conducente ha iniziato a ingranare la prima e poi la retromarcia come se volesse liberarsi di un ostacolo che gli ostruiva l’andatura. Sotto c’era il corpo della sessantenne tedesca, arrivata a Pisa per una vacanza e per festeggiare il suo sessantesimo compleanno in una città d’arte in cui la mobilità in bicicletta è sostenuta e in crescita.

Il magistrato Aldo Mantovani disporrà l’autopsia tra oggi e domani per consentire nel più breve tempo possibile la riconsegna del corpo al marito in modo da consentire al vedovo di rientrare in Germania entro domenica con le spoglie della moglie.

Il lavoro della polizia municipale di fatto è concluso.

Non servirà una consulenza sulla dinamica dell’incidente. La sequenza viene ritenuta chiara nella sua tragica traiettoria. La Punto che si dirige verso piazza Marinai d’Italia impatta con la bici della turista. La donna finisce sotto le ruote e in perpendicolare rispetto alla macchina. Potrebbe non essere morta sul colpo. I ripetuti passaggi dell’utilitaria sul corpo, avanti e indietro in un’oscillazione da brividi per chi ha avuto la sfortuna di esserne testimone, hanno spento ogni residua speranza di sopravvivenza per la ciclista.

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