Contenuto riservato agli abbonati

Ecco Robonova 2.0, il laboratorio mobile che “cura” i terreni dei siti inquinati

Il rendering del nuovo modello di Robonova, con i pannelli solari per l’alimentazione

Pisa, individua e inserisce nel suolo i microrganismi resistenti. In Italia ci sono 42 luoghi che aspettano da anni bonifiche

PISA. In Italia esistono 42 aree classificate come Sin, siti d’interesse nazionale: rappresentano aree molto estese del territorio e classificate come pericolose per il grado di contaminazione. Terreni che hanno bisogno di bonifiche. Accanto a questi ci sono i cosiddetti siti Sir, siti d’interesse regionale, anch’essi contaminati. 14 solo in Toscana. Anche questi da bonificare. Per questi luoghi, come per molti altri, una buona notizia arriva dall’azienda di biotecnologie pisana Dnd Biotech, che è al lavoro su un laboratorio mobile per la contaminazione. E quest’ultima caratteristica non è cosa da poco.

Cerchiamo di fare il punto della situazione delle contaminazioni. I siti d’interesse nazionale in Toscana sono 4: il più “antico”, a Massa-Carrara, fu classificato come tale nel 1998; il più “recente”, a Orbetello, nel 2002. Quasi mezzo secolo dopo quelle aree sono ancora lì, contaminate e inutilizzabili. «Di fatto 1.447 ettari in Toscana sono ancora ostaggio dell’inquinamento», come ha scritto Legambiente in un suo recente dossier sulla questione. Ostaggi, sì, e non da ieri.


Robonova 2.0 è la versione su ruote che evolve da un precedente progetto statico. È stato creato dal team di giovani ingegneri ambientali, biologi, agronomi e tecnici guidati dall’ingegnere Cosimo Masini. RoboNova 2.0 è un laboratorio containerizzato movibile via terra e via mare ed equipaggiato secondo gli ambiti di applicazione necessari o specifici. La possibilità di andare sui posti da bonificare chiaramente fa la differenza rispetto alla sua prima versione.

Il laboratorio nasce dalla collaborazione anche con l’Università di Pisa e in particolare con la professoressa Simona De Gregorio. «C’è stata la presa di coscienza da parte dell’impresa che servissero competenze teoriche e di tecnica e una conoscenza del suolo come qualcosa di complesso. L’obiettivo è quello di riportare una matrice contaminata a qualcosa di sano. La cosa interessante è mettere la biologia molecolare al servizio dell’ingegnerizzazione dei processi di recupero del suolo», spiega la docente.

Chiaramente per l’impresa c’è la necessità di portare a clienti fatti e a numeri certi. E dunque un importante lavoro sul software per modellare dinamiche di decontaminazione di una matrice e poi replicarle su grande scala. Il problema, come si è detto all’inizio, è il tempo. Una variabile che di solito si allunga, stirandosi ben oltre ogni possibilità di privati (e spesso anche del pubblico) di riuscire a intervenire.

«Il limite attuale della bioremediation classica (la tecnologia di risanamento innovata da Dnd Biotech, ndr) sta nella risoluzione dei problemi in tempi previ. Con Robonova abbiamo una struttura mobile e computerizzata, che dunque si muove. È la struttura che va sul cantiere e non i terreni che devono fare il viaggio fino all’azienda che decontamina. Insomma, se la montagna non va da Maometto...», spiega Masini.

Ma come funziona Robonova 2.0? Si parte da un’analisi del suolo contaminato, sia esso di matrice industriale o agricola. Dopodiché s’individuano i microorganismi resilienti, quelli cioè che sono sopravvissuti all’evento inquinante. Una piccola colonia, nella maggior parte dei casi, ma che ha dimostrato di essere più “forte” dell’agente inquinante.

Questi spartani del mondo invisibile a occhio nudo vengono poi prelevati, analizzati, moltiplicati e infine inoculati, cioè reintrodotti, nel terreno. In questo modo il terreno guarirà e la colonia, rimasta senza nutrimento, si ridurrà di numero. Una parte importante del processo, perché ripristina la biodiversità precedente del sito.

Con la sua tecnologia Dnd Biotech promette il miglioramento della quantità e qualità delle produzioni agricole con un considerevole aumento della biodiversità e miglioramento delle colture. L’anno scorso l’azienda è stata selezionata dall’Italian Trade Agency tra le imprese più innovative e ha rappresentano l’Italia alla Pollutec, una delle più importanti fiere del settore delle tecnologie e dei servizi ambientali.

© RIPRODUZIONE RISERVATA