La nuova frontiera della lotta ai tumori: cure più efficaci con la “flash therapy”

La città della Torre capitale della prima sperimentazione in Italia grazie al sostegno della Fondazione Pisa

Pisa. Parte da Pisa un’importante sperimentazione, la prima a livello nazionale, che potrebbe aprire nuove frontiere nella cura delle malattie oncologiche. Parliamo della “flash therapy”, ovvero la radioterapia effettuata in tempi più brevi di quelli al momento praticati, riducendo in questo modo la tossicità indotta dalle radiazioni, ma mantenendo, a parità di efficacia, il contrasto al tumore.

A finanziare la ricerca è la Fondazione Pisa, sostenendo con 1,3 milioni di euro il progetto denominato “Electron Flash Therapy”, nell’ambito del quale promuovere uno studio approfondito sul cosiddetto “effetto flash”, linea di ricerca su cui è stata siglata una convezione con l’Università di Pisa e che sua volta attuerà il progetto insieme all’Azienda ospedaliero -universitaria pisana, il Cnr e l’Infn (Istituto nazionale di fisica nucleare). La sperimentazione (in vitro e in vivo) partirà a giorni e durerà 45 settimane. L'obiettivo è quello di essere i primi in Italia ad ottenere l'autorizzazione alla sperimentazione clinica sull'uomo.


La struttura operativa, sotto il controllo del neo Centro Pisano Multidisciplinare sulla Ricerca e Implementazione Clinica della Flash Radiotherapy (Cpfr), si trova all’interno del vecchio ospedale Santa Chiara. Ieri mattina a Palazzo Blu la presentazione del progetto alla presenza di Stefano Del Corso, presidente della Fondazione Pisa, del rettore Paolo Mancarella, di Simone Capaccioli, direttore del Centro per l’Integrazione della Strumentazione dell’Università di Pisa (Cisup), di Fabiola Paiar, dell’Università di Pisa e responsabile scientifico del Cpfr, di Silvia Briani, direttore generale dell’Azienda ospedaliero-universitaria pisana, di Fabio Di Martino, ideatore del progetto e direttore tecnico del Cpfr, di Michela Matteoli, direttore dell’Istituto di Neuroscienze del Cnr, e di Marco Grassi, direttore dell’Infn di Pisa.

«Grazie alla firma di questa convenzione – ha detto il rettore Mancarella – Pisa sarà la prima città italiana, e una delle quattro città al mondo, a possedere un Centro interdisciplinare dedicato alla sperimentazione della “flash radiotherapy”. Di tutto questo la nostra comunità non può che essere grata alla Fondazione Pisa che, col suo fondamentale sostegno finanziario, rende possibile la sua realizzazione. L’obiettivo che ci poniamo è ambizioso: essere i primi in Italia ad ottenere l’autorizzazione alla sperimentazione clinica sull’uomo di questa terapia che, fino a oggi, è stata testata una sola vola con risultati che hanno quasi del miracoloso».

La Fondazione Pisa ha creduto fin da subito nel progetto e ha messo in campo le risorse per la sua attuazione. «Come Fondazione – ha spiegato Del Corso – abbiamo deciso di sostenere la linea di ricerca ipotizzata, che prevede, tra i pochi nel mondo, l’utilizzo di un acceleratore specifico per la radioterapia flash, insieme alla possibilità di unire in un unico centro competenze multidisciplinari per progettare ed eseguire esperimenti che valutino in modo accurato gli effetti, in modo da arrivare in futuro a portare l’effetto flash nella routine clinica».

La sperimentazione coinvolgerà, oltre a tecnologie di altissimo livello, il mondo della ricerca pisana, che in questa occasione ha fatto squadra per centrare un obiettivo finalizzato ad ampliare l'offerta terapeutica sul territorio. Orgogliosa anche Silvia Briani. «Oggi più che mai è evidente che nella lotta ai tumori – ha detto il direttore generale dell'Aoup – è vincente solo la sinergia tra tutte le figure professionali che scienza e tecnologia richiedono nell'affiancare i clinici nel percorso di cura».

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