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Spedizione punitiva al circolo Arci: massacrato a sprangate

Pisa, nel locale il blitz di cinque uomini incappucciati che brandiscono delle mazze di ferro. «Finitela, così lo ammazzate» urla un cliente provando a fermare il massacro

SAN GIULIANO TERME. Quattro minuti di sprangate mentre era a terra. Mazze di ferro che rompono le ossa e squarciano la pelle.

Un vero e proprio blitz punitivo andato in scena alle 21.30 di sabato al circolo Arci Giovani di Arena Metato, mentre due o tre avventori e la titolare del posto paralizzati assistevano alla scena. L’aggredito, un cittadino albanese di 43 anni, ha rimediato 25 giorni di prognosi al pronto soccorso. È andata meglio a un amico che lo aspettava fuori, probabilmente in auto, e che è stato colpito da una coltellata di striscio a una gamba.

Molte cose però non tornano, in questa storia che sembra proprio un regolamento di conti. E l’atteggiamento dei due aggrediti, poco collaborativi e molto vaghi, non aiuta gli agenti della squadra mobile che stanno indagando sul caso.

Secondo il racconto dei testimoni il 43enne è entrato da solo all’interno del tranquillo circolo Arci. Clientela abituale, qualche anziano che gioca a carte e niente di più. Tra clienti e proprietari sono al massimo cinque in quel momento.

L’uomo chiede tre birre grandi, un indizio che evidentemente non era da solo. Qualcuno lo stava aspettando fuori. Un piccolo chiarimento al bancone circa il Green pass, che la titolare gli chiede per potere consumare dentro. L’uomo chiarisce di non averlo e si avvia fuori con le sue tre bottiglie appena acquistate.

Pochi secondi e qualche urlo minaccioso dopo, i clienti del circolo lo vedono rientrare. Stavolta però il viso è alterato dalla paura.

Subito dietro fanno la loro comparsa cinque figure inquietanti. Sono uomini incappucciati che brandiscono delle mazze di ferro. Una a testa. Il primo colpo butta giù come un birillo il malcapitato 43enne e da lì per lui inizia un trattamento degno del gioco della pentolaccia. Solo che qui nessuno è bendato o ride.

Quattro minuti di violenza sorda. L’uomo steso sul pavimento piastrellato bianco prova a schivare e coprirsi come può, ma la maggior parte dei colpi va a segno. «Finitela, così lo ammazzate» urla un cliente provando a fermare il massacro. I picchiatori smettono solo dopo un po’, ignorando le suppliche che arrivano dagli avventori e dalla titolare.

Così come sono arrivati, vanno via. Lasciandolo a terra, dolorante e quasi privo di sensi tra sconosciuti. Nessuno lo aveva mai visto prima al circolo. La titolare alza il telefono e chiama i soccorsi e la polizia. Tutti sono sotto choc.

Fuori però qualcuno dei testimoni del pestaggio sostiene di averne visti altri due. E qui la storia si annoda con quella dell’altro uomo pestato, che però non ha mai messo il naso dentro il circolo Arci. Dunque i dettagli per ora arrivano solo dalla sua bocca. E non sono molti né probabilmente troppo affidabili.

L’altro aggredito ha 27 anni, è un macedone. È lui stesso a chiamare i soccorsi, il 118, per avere le prime cure. Solo che dall’aggressione ad Arena Metato sono passate quasi due ore. Alle 22.45 gli operatori del 118 arrivano dalle parti del Mc Donald’s, in un appartamento privato. Con loro ci sono i carabinieri.

L’uomo racconta di avere una ferita alla gamba dovuta a un tentativo di accoltellarlo. Una ferita superficiale, solo l’accenno di un affondo più grave che è riuscito a schivare. Si scopre però che la lama che lo ha “accarezzato” era stata estratta due ore prima di fronte al circolo Arci di Arena Metato.

Molto probabilmente una spedizione punitiva, viste le modalità d’azione. Ora tocca alla squadra mobile capire cosa sia successo e perché.

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