Contenuto riservato agli abbonati

Manca il sangue: l’intervento al rene viene rinviato tre volte

Un intervento in sala operatoria

La motivazione data al paziente è sempre la stessa: non è disponibile il gruppo zero negativo. L’ospedale di Cisanello si scusa

PISA. Deve sottoporsi a un intervento chirurgico ma l’ospedale di Cisanello gli rinvia per tre volte l’intervento all’ultimo momento. Motivo? Manca il sangue. Una vicenda singolare quella capitata a un paziente residente a Camporgiano, che da giugno è in attesa di un’operazione a un rene. A denunciare l’accaduto è Fosca Comparini, parente dell’uomo e insegnante in pensione.

La donna ha scritto una lettera a Repubblica nonché ai vertici delle istituzioni toscane: «Credo che il presidente Eugenio Giani e l’assessore alla sanità Simone Bezzini debbano sapere quello che succede negli ospedali toscani – dice –, soprattutto quando le cose non funzionano. Agli inizi di giugno un mio parente ha scoperto di doversi operare a un rene. L’intervento, che avrebbe dovuto tenersi di lì a un mese, causa ferie è slittato a settembre e già questo mi pare grave. La mattina del tanto atteso intervento, dopo il tampone del giorno precedente e il successivo ricovero, all’ultimo momento il paziente viene rispedito a casa perché non ci sono scorte di sangue da poter usare in caso di complicazioni. La cosa si è ripetuta per tre volte. Potete immaginare come possa averla vissuta la persona che è in attesa dell’intervento e noi con lui. Per tre volte abbiamo fatto un doppio viaggio dalla Garfagnana a Pisa, prima per il tampone e poi per il ricovero: tutto inutile. Ci sentiamo impotenti e abbandonati. Possibile che una cosa del genere possa capitare in un ospedale considerato un’eccellenza qual è Cisanello? Capisco la carenza di sangue legata al gruppo zero negativo, che peraltro alcuni parenti si sono proposti di offrire, e persino il calo delle donazioni per la pandemia, ma tre rinvii sono troppi».

Evidentemente qualcosa non ha funzionato nella gestione centralizzata del sangue. Quello raccolto nell’area vasta Nord Ovest attraverso le donazioni finisce all’Officina trasfusionale che ha sede a Pisa. Da qui il sangue e i suoi derivati vengono ridistribuiti negli ospedali del territorio in base alle necessità, allo storico dei consumi e alle scorte standard da garantire per le emergenze. L’Azienda ospedaliero-universitaria ne assorbe una buona fetta, anche perché è lì che si effettuano interventi complessi come i trapianti, in cui il fabbisogno è elevato. Se manca il sangue c’è il rischio che un’operazione salti perché complicanze o emorragie in sala operatorie possono richiedere una trasfusione immediata. Ma che questo avvenga per tre volte con uno stesso paziente è inspiegabile. L’Azienda ospedaliero-universitaria pisana conosce il problema e per questa mattina ha indetto un incontro tra direzione medica e centro trasfusionale per ricostruire la vicenda.

Intanto si scusa: “L’Aoup in primo luogo si scusa con il paziente e con i suoi familiari. La sua vicenda era nota ed era già stata stabilita una data per l’intervento che sarà effettuato martedì 12. Purtroppo il gruppo sanguigno del paziente è quello di cui attualmente si registra la maggiore scarsità, non solo a Pisa ma in tutta la Toscana. L’Azienda tiene comunque a precisare che le unità operative di urologia hanno continuano a operare per tutta l’estate, garantendo lo smaltimento delle liste di attesa, in base alla priorità clinica dei pazienti».

© RIPRODUZIONE RISERVATA