Salov, un boom di vendite: «Ci saranno altre assunzioni»

Per l’azienda olearia che ha sede a Massarosa si tratta del record assoluto. E si studia contro la Xylella

VECCHIANO. Un’azienda perfettamente in salute. Anzi, in crescita: lo dimostra il fatturato del 2020 che ha registrato un netto di circa 335 milioni di euro (con una maggiorazione del 21% rispetto al 2019) e più di 120 milioni di litri d’olio venduti nello stesso anno (con un +32% in confronto al 2019). Un record assoluto per Salov, come mai avvenuto nella sua storia centenaria. Inevitabilmente legata al periodo di lockdown dovuto alla pandemia da Covid – durante il quale le vendite nel settore retail (ovvero quelle al dettaglio nei supermercati) sono salite a livelli stellari – questa crescita ha confermato il percorso virtuoso dell’azienda, impegnata in un progressivo rilancio generazionale del proprio personale: pur in piena pandemia sono stati infatti assunti ben 30 neolaureati (una percentuale importante, considerando che nel mondo Salov spa conta circa 300 dipendenti, il 97% dei quali a tempo indeterminato) e le assunzioni proseguiranno per tutto il 2021 e nel 2022.

È quanto annunciato ieri nel giardino di Villa Berio a Vecchiano da Fabio Maccari, amministratore delegato di Salov, nel corso della presentazione del primo bilancio di sostenibilità dell’azienda fondata nel 1919. Un vero e proprio leader del settore oleario che rappresenta un’eccellenza toscana e versiliese (prima con lo stabilimento di Viareggio e poi, dal 2004, a Massarosa) in Italia e nel mondo: i prodotti Salov – in particolare l’olio “Filippo Berio”, mentre il marchio Sagra è diffuso in Italia –: sono presenti infatti in ben 75 Paesi (dagli Stati Uniti alla Russia) rendendo l’export uno dei pilastri su cui si fonda il fatturato dell’azienda.


«Era necessario fare un punto della situazione dopo questo periodo – spiega Maccari – e condividere, anche con i membri del nostro personale, la situazione in cui si attesta la nostra realtà aziendale oggi e soprattutto i progetti che abbiamo in serbo per il futuro. A questo serve il bilancio di sostenibilità: un primo atto, che verrà ripetuto ogni due anni».

Ricerca e sostenibilità le pietre angolari per il futuro dell’azienda di Massarosa. Dall’innovazione tecnologica («per produrre meglio consumando meno») che vede la Salov allineata sia agli obiettivi dell’Agenda 2030 nell’Onu sia al “green deal” e al “farm to fork” dell’Unione Europea con un calo drastico dei consumi elettrici, termici e idrici e delle emissioni di anidride carbonica rispetto al 2019 fino ai quattro progetti di studio ancora in corso in collaborazione con il Centro Nazionale delle Ricerche nei 75 ettari dell’oliveto di Villa Berio a Vecchiano (tra cui anche una ricerca finanziata da fondi europei e dedicata a contrastare la diffusione della Xylella Fastidiosa, il batterio che ha creato una vera emergenza per gli oliveti pugliesi e in altre aree del pianeta).

Per concludere con la messa in atto del “metodo Berio”, il processo che attraverso la creazione di una filiera internazionale controllata, sostenibile e nel rispetto dei più stringenti parametri di qualità ha permesso di introdurre anche sul mercato italiano il marchio “Filippo Berio”, forte di una certificazione attestata da Sgs, azienda leader nel mondo per i servizi di ispezione, verifica, analisi e certificazione.

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