Nelle opere degli studenti il ringraziamento al personale dell’Aoup

Pisa: premi agli allievi del Russoli e del Carducci 

PISA. Emozione e commozione in Gipsoteca. La lotta contro il Covid raccontata da infermieri, medici e tecnici di laboratorio, che in prima linea hanno vissuto la pandemia, in occasione della premiazione del concorso “Oltre il buio la luce: sacrificio, coraggio e speranza nella lotta dei sanitari alla pandemia di Covid-19”, rivolto ai ragazzi delle classi terze, quarte e quinte dei licei artistici Russoli di Pisa e Cascina e Carducci di Volterra. Promosso da Ancri sezione di Pisa (Associazione Nazionale degli Insigniti dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana), in collaborazione con l’Azienda ospedaliero-universitaria pisana e l’Ufficio Scolastico Provinciale, come riconoscimento degli sforzi e del lavoro di tutti gli operatori nella lotta contro il coronavirus.

«Momenti indimenticabili di fatica, affetto, dolore, stanchezza, coraggio, paura e solidarietà», ricorda Alessandra Bovone, infermiera dell’Aoup. E come lei gli altri sanitari presenti, Armando Cuttano, Maria Teresa Caputo, Alessandra Morea, Barbara Zampetti, Margherita Falleni, intervenuti con lettere e racconti. Esperienze di chi ha vestito «i panni della pandemia: mascherina, visiera, tuta, doppi guanti, per assistere i pazienti che hanno contratto la malattia, alcuni vincendo, alcuni perdendo».


C’è poi anche chi come Giulia Antonioli, infermiera dell’Aoup, si fa portavoce di uno dei tanti pazienti che ha assistito insieme ai colleghi: «Sono arrivato in codesto reparto nella terza decade di febbraio, senza avere piena coscienza delle mie condizioni di salute, spaesato e confuso. Mi avete assistito e curato. Mi avete circondato di attenzioni e amorevoli esortazioni all’ottimismo, fino a quando il mio stato ha consentito il rientro in pneumologia. Sono in grado di testimoniare la dedizione, la disponibilità l’attenzione e l’affetto di tutto il personale, senza distinzioni di ruoli. Spesso vi ho confuso l’uno con l’altro, perché i lineamenti erano nascosti da quelle mascherine e potevo scorgere solo gli occhi. Occhi che però erano sempre sorridenti e benevoli. Occhi che mi facevano sempre sentire a mio agio e che trasmettevano ottimismo»-

Il riconoscimento arriva anche dalle parole dei ragazzi premiati. «Grazie ai sanitari che, mentre noi stavamo al sicuro nelle nostre case, erano là fuori a combattere contro il virus». Così Sara Mazzini, la prima classificata del concorso, con la sua scultura in vetro dal titolo “Abbraccio”. Con lei, tra le ben 60 opere in gara, al secondo posto ex equo, Matteo Telleschi, Alessia Ferretta, Nico Pestelli, Roberta Salerno e al terzo Angela Allegrini.

A premiare i ragazzi Carola Martino (Aoup), Valeria Riglianti (Usp), Mario Cerrai ed Eugenio Orsitto, che a nome di Ancri hanno consegnato anche due assegni dal valore complessivo di 1.000 euro al Russoli e al Carducci. Dieci le opere con menzione speciale. Ad aggiudicarsele Jacopo Perrelli, Andrea Palermo, Matilde Dell’Aiuto, Alice Iozzi, Veronica Zanchi, Alice Barcacci, Carla Papini, Noemi Di Stefano, Gabriele Giachetti, Kassiry Josianne Lima Lopes e Leonardo Di Cocco.

«Sono stati 18 mesi di una durezza unica – racconta trattenendo a stento una grande commozione Silvia Briani, direttore sanitario dell’Aoup –. Tante scelte, decisioni organizzative, su pazienti e operatori, momenti di amarezza, ma anche di speranza. Quella di oggi è una giornata che convoglia tutti questi sentimenti e posso dire di essere molto contenta nel vedere il coinvolgimento dei ragazzi, che si sono impegnati e hanno partecipato numerosi dimostrando una grande serietà e capacità professionale».

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