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Centinaia di insegnanti precari esclusi ingiustamente. Ricorsi a valanga

Beffa per centinaia tra precari storici e aspiranti docenti a tempo determinato di Pisa e provincia. Le procedure per l'assegnazione delle cattedre vacanti hanno escluso una parte dei docenti con il punteggio più alto

PISA. Esclusi nel primo turno, “scaricati” anche con la seconda serie di nomine. La beffa per centinaia tra precari storici e aspiranti docenti a tempo determinato di Pisa e provincia si è concretizzata giovedì scorso, quando dopo un'attesa di quasi due settimane le procedure per l'assegnazione delle cattedre rimaste vacanti hanno completato gli organici delle singole scuole escludendo ancora una volta una parte dei docenti con il punteggio più alto. “Scavalcati” dal personale con punteggio più basso, ma che il contestato “algoritmo”, il sistema centralizzato ministeriale utilizzato quest'anno per far fronte alla cronica carenza di insegnanti, ha riconosciuto come meritevoli dei posti disponibili.

La nuova procedura ha portato alla nomina di 150 docenti, chiamati a coprire gli ultimi buchi di un puzzle che il primo turno di nomine, con la messa in servizio di oltre 1.700 docenti, non è riuscito a completare. Un iter che ha nuovamente messo in luce le falle di un sistema, quello dell'algoritmo, a cui i sindacati avevano chiesto di far fronte “rispolverando la “piattaforma Cattaneo”, il sistema messo a punto nel 2018 da alcuni docenti dell’istituto tecnico Cattaneo di San Miniato per la gestione centralizzata delle supplenze annuali del personale scolastico e utilizzato fino allo scorso anno, con l'obiettivo di prevenire gli errori e le criticità dell'algoritmo.


Al niet dell'Ufficio scolastico provinciale rischia adesso di seguire una pioggia di ricorsi da parte dei docenti esclusi dalla graduatoria finale.

«Siamo insegnanti precari della provincia di Pisa e siamo in stato di agitazione dopo aver conosciuto l’esito del bollettino relativo all’assegnazione dei posti in surroga a contratto a tempo determinato», sottolinea un gruppo di alcune decine di docenti precari e precari storici che quest'anno non sono rientrati nelle graduatorie delle assegnazioni annuali. «Siamo sconcertati dalla scelta del provveditorato di Pisa di aver ripreso lo scorrimento della graduatoria dal “basso verso il basso” - prosegue il gruppo –, dall’ultimo candidato a cui era stato conferito un incarico senza considerare chi, alla prima tornata, con punteggio più alto, era rimasto privo di cattedra. È una scelta che non premia il criterio basilare per le assegnazioni, ovvero il punteggio. Questa è stata la scelta effettuata dall’Ufficio scolastico provinciale di Pisa, considerato che in altri territori lo scorrimento è avvenuto ripercorrendo la graduatoria dal principio. La misura è colma. Siamo ben a conoscenza degli errori commessi dall’algoritmo nell’attribuzione degli incarichi a tempo determinato, ma constatiamo come, anziché correggere il tiro, si sia invece pensato di peggiorare la situazione».

Il piccolo esercito di precari rimasto senza cattedra chiede di ripetere le operazioni di surroga «scorrendo la graduatoria e partendo dal punteggio più alto, per evitare che gli incarichi tornati indietro dalle rinunce, possano essere assegnati a docenti sicuramente meritevoli, ma aventi punteggio più basso». L'alternativa? Una serie di ricorsi al Tar.

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