Cresce il lavoro, ma le aziende non trovano i profili giusti

Secondo la Camera di commercio le imprese prevedono un +18% di assunzioni. Sono difficili da reperire soprattutto operai specializzati e ingegneri progettisti

PISA. A settembre cresce ancora la domanda di lavoro delle imprese pisane. Difficili da trovare operai specializzati, ma anche ingegneri-progettisti e specialisti in scienze della vita. Lo dicono i dati del Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere in collaborazione con Anpal relativi a questo mese ed elaborati dalla Camera di Commercio di Pisa.

Nel mese di settembre, infatti, sono 3.570 le entrate previste dalle imprese pisane con dipendenti: 1.640 in più rispetto al settembre 2020 (+85%), ma soprattutto +550 rispetto al settembre del 2019 (+18%), l’anno precedente alla pandemia. Rispetto a Pisa, per l’Italia la crescita rispetto al 2019 è leggermente più consistente (+21%).


Se estendiamo l’analisi al trimestre settembre-novembre 2021 la domanda di lavoro espressa dal sistema imprenditoriale pisano arriva a quota 9.170: +13% rispetto al medesimo trimestre di due anni fa.

«Anche i dati sulla domanda di lavoro espressa dalle aziende pisane confermano i segnali di ripresa dell’economia – dice il commissario della Camera di Commercio di Pisa, Valter Tamburini –. Purtroppo rimane, non diversamente dal quanto accade nel resto del Paese, un discreto gap domanda-offerta di lavoro che interessa sia le professioni ad elevata specializzazione sia gli operai qualificati. Come Camera di Commercio, in collaborazione con la Fondazione Isi, continueremo i nostri progetti affinché i giovani acquisiscano competenze utili per entrare rapidamente nel mondo del lavoro. Partirà a giorni la presentazione nelle scuole superiori della provincia del catalogo dei percorsi per le competenze trasversali che offriremo gratuitamente per coinvolgere i ragazzi in esperienze di gestione aziendale, finanza, marketing digitale, tutela della proprietà intellettuale sul web. Ma proporremo anche percorsi per acquisire le soft skills tanto ricercate dalle aziende, come gestire il tempo, il lavoro in squadra, o la comunicazione efficace».

Nel 26% dei casi le assunzioni previste saranno con un contratto a tempo indeterminato o di apprendistato, mentre nel 47% saranno a tempo determinato. Il 26% dei contratti sarà offerto a personale under 30 e al 69% sarà richiesta esperienza professionale specifica o nello stesso settore.

A livello settoriale la domanda di manodopera viene soprattutto dai servizi alle imprese che, rispetto al settembre 2019, registrano un +37% che, considerando i titoli di studio richiesti, è determinato da profili a bassa qualifica. Sopra la media complessiva troviamo anche il commercio che segna un +24%. In linea con i valori medi provinciali anche il turismo che segna un +18% rispetto al settembre 2019.

Tornano a crescere, ma ad un passo più lento rispetti ai servizi finora analizzati, non solo l’industria manifatturiera e nelle public utilities (+10%), ma soprattutto le costruzioni (+5%). La domanda di lavoro nei servizi alle persone cresce del 9%.

Le aziende pisane faticano a reperire, tra le professioni ad elevata specializzazione, farmacisti, biologi e altri specialisti delle scienze della vita (65% dei casi) e progettisti e ingegneri (la metà dei 40 ricercati dalle aziende).

Tra le professioni dei servizi maggiori difficoltà si registrano per gli operatori della cura estetica (56%) e operatori dell’assistenza sociale (il 53% dei 120 posi disponibili). Tra gli operai specializzati non è facile trovarli per le attività metalmeccaniche (il 61% dei 180 posti offerti è difficile da coprire).

Stabile la quota di assunzioni destinata a personale diplomato

A settembre 2021, le posizioni offerte a persone in possesso di laurea rappresentano appena il 13% di quelle complessivamente offerte: due anni fa erano il 16%. Abbastanza stabile rispetto a quel periodo la domanda di personale in possesso di diploma: 31% contro il 33% nel 2019.

In forte calo, invece, la quota di ingressi di personale di con qualifica o diploma professionale (il 19% contro il 30% del 2019).

Considerando i titoli di studio chiesti ai neo-assunti, a settembre la quota più consistente continua ad essere appannaggio del personale con la sola scuola dell’obbligo: 36% contro il 21% di due anni fa.

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