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Rogo del Monte Serra, condannato il piromane. Il presidente del gruppo antincendio: «Giacomo ha tradito i nostri valori»

Sopra una pianta di ulivo danneggiata dal fuoco. In alto a destra gli avvocati delle parti civilie in basso Giacomo Franceschi

Pisa. Parla il presidente del gruppo volontari antincendio, Federico Delle Sedie: «Incrinati anche i rapporti di amicizia personali e con i volontari». E il parroco don Cecconi: «Sconcerto per il verdetto»

PISA. «Non ha tradito solo i princìpi e i valori della nostra associazione, ma pure l’amicizia con i volontari e anche la mia personale». È più amareggiato che arrabbiato Federico Delle Sedie, il presidente del gruppo volontari antincendio “Paolo Logli” di Calci di cui Giacomo Franceschi fino al giorno dell’arresto nel dicembre 2018 era uno degli iscritti più attivi. Delle Sedie all’epoca delle indagini era stato sentito dai carabinieri del nucleo investigativo e forestali per dare un contributo agli investigatori.

Nelle intercettazioni a carico di Franceschi a volte sono in auto mentre vanno in caserma e il 40enne calcesano, condannato venerdì pomeriggio a 12 anni per il rogo del Serra, si confrontava con il suo presidente. L’argomento era quello su chi fosse il possibile autore dell’incendio capace di devastare i Monti Pisani. Un rapporto di fiducia radicato negli anni che l’arresto prima e la condanna ora ha incrinato. «Al di là del danno materiale provocato c’è anche l’aspetto umano che riguarda Franceschi e il rapporto con l’associazione e i singoli componenti – prosegue il presidente Delle Sedie –. Sono trent’anni che mettiamo il nostro impegno al servizio del territorio. Non è esagerato parlare di tradimento della missione e dei legami personali. C’è anche un danno morale. All’inizio c’era pure chi sospettava del volontariato in generale, “siete voi che date fuoco ai boschi” dicevano. Per fortuna le cose sono cambiate. Questa storia ha rischiato di provocare un danno di immagine all’associazione».


Franceschi, libero da tempo, è tornato a vivere con la famiglia di origine a Calci. Non fa più vita di paese come prima, ma capita di vederlo in giro. Nessuno gli rinfaccia pubblicamente quella che per ora è una sentenza di primo grado. Ma neanche si prodigano per riallacciare i vecchi rapporti. «L’altro giorno l’ho incrociato, ma non ci siamo salutati» aggiunge Delle Sedie. Ai 12 anni di carcere, il Tribunale ha aggiunto un anticipo sui risarcimenti disponendo una provvisionale di 250mila euro a favore del Comune di Calci; (avvocato Laura Antonelli), centomila per Vicopisano (avvocato Silvia Fulceri); 10mila per il gruppo antincendio “Paolo Logli” (avvocato Lorenzo Stefani), di cui Franceschi faceva parte, e 5mila a favore della Lega per l’abolizione della caccia (avvocato Valentina Angelini). Un conto parziale di 365mila euro. «Risarcimenti virtuali» hanno già chiarito i legali delle parti civili. Tra chi ha appreso con dolore la sentenza di condanna c’è don Antonio Cecconi della parrocchia di Calci. Una figura religiosa il cui spessore va oltre la comunità calcesana. «Prendo atto con sconcerto della condanna – afferma il religioso –. Al tempo dell’arresto sono stato vicino alla famiglia di Giacomo, un nostro parrocchiano, a livello umano e spirituale. Sono anche andato a trovarlo in carcere. Cercherò di contattarlo, ma sono cose riservate».

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