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«Se non siete musulmani non siamo amici», poi le botte. Condannato a quattro anni per odio razziale 

Pisa, dopo le botte in piazza delle Vettovaglie anche il furto di portafogli e orologio. L'imputato è stato condannato anche per lesioni personali, furto aggravato

PISA. L’approccio fu diretto, quasi cercato. Alle 1.30 in piazza Vettovaglie in una notte di febbraio del 2020. Un gruppo di tunisini si imbatte in due amici indiani appena usciti da una pizzeria nella zona. «Siete musulmani? Se siete musulmani siamo amici, altrimenti no» è la domanda da esame religioso che uno dei cinque fa ai due asiatici. La risposta sincera è l’innesco di quello che succederà di lì a poco e che ieri è diventata una condanna a 4 anni per lesioni personali, furto aggravato e propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale etnica e religiosa.

«Non siamo musulmani, siamo sikh» risponde uno dei due. È la scintilla dell’aggressione. Del gruppetto i carabinieri del nucleo operativo individuano Issam Melki, 37 anni, tunisino, domiciliato su Pisa. A processo per la serie di reati contestati dalla Procura, il nordafricano è stato condannato dal giudice Giulio Cesare Cipolletta. Difeso dall’avvocato Sara Baldini, il tunisino era in aula. Il pm onorario Massimiliano Costabile aveva chiesto una condanna a 4 anni e 9 mesi. Per il difensore la ricostruzione dell’accusa era fumosa. «Le telecamere non riprendono la sottrazione beni» ha sottolineato l’avvocato che ha ribadito come non provata la frase a sfondo religioso che avrebbe pronunciato il suo assistito. I due aggrediti non si sono costituiti parte civili. Uno, un 33enne residente a Livorno, ai carabinieri aveva denunciato l’aggressione che era costata anche 30 giorni di referto per le lesioni subìte nell’assalto. L’amico se la cavò con dieci giorni. Nella querela l’immigrato, regolare in Italia, aveva fatto mettere a verbale.


«Dopo aver terminato il turno di lavoro con un mio amico siamo andati a cena in una pizzeria – ricorda l’indiano –. Appena usciti dal locale ci siamo diretti verso sinistra in direzione dei loggiati e ci siamo trovati al cospetto di un gruppo di stranieri, presumo di origini tunisine, i quali posizionati davanti a noi di fatto ci ostruivano il passaggio. Uno di loro, vestito con una giacca di colore giallo, Rivolgendosi a noi proferiva una domanda ad alta voce. Nello specifico chiedeva a me e al mio amico notizie circa la nostra appartenenza religiosa. “Siete musulmani? Se siete musulmani siamo amici, altrimenti no”. Il mio amico e io rispondevamo di professare la religione sikh. A quel punto lo straniero con la giacca di colore giallo, senza proferire ulteriori parole e senza motivo, afferrava il mio amico per il giubbotto all’altezza del collo e dopo averlo strattonato lo spingeva contro la parete. Poi lo tirava con forza buttandolo per terra con entrambe le mani al volto. Intervenivo per sottrarlo all’aggressione ma lo straniero rivolgendosi a me mi colpiva al volto con uno schiaffo». I due riescono a scappare e in zona Ponte di Mezzo uno si accorgere di non avere l’orologio e il portafogli con il permesso di soggiorno, carta PostePay. Prima vanno in ospedale, poi dai carabinieri.

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