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Sanitari no vax, sospesi anche quattro medici

Pisa: dieci (per ora) le misure adottate dall’Aozienda ospedaliera universitaria a carico di chi non è in regola con la normativa

PISA. Sono dieci, ma il numero salirà. Nella prima pattuglia arruolabile come no-vax che si è vista recapitare dall’Azienda ospedaliera un provvedimento di sospensione dal servizio ci sono anche quattro medici. Gli altri appartengono in gran parte alla categoria degli infermieri.

Le specializzazioni


Niente nomi, a tutela della privacy, ma le specializzazioni sono quelle di anestesia, medicina interna, chirurgia plastica e cardiologia.

Un noto chirurgo, strenuo resistente all’inoculazione, ha evitato lo stop in corsia fissando in tuffo finale la prenotazione per la somministrazione del siero.

Oltre 5mila dipendenti

Una cittadella sanitaria con circa 5mila dipendenti non poteva restare immune dal filone no-vax, anche se proprio chi lavora in un ospedale dovrebbe avere fiducia nella scienza che tutela la salute. C’è chi non la pensa così e le conseguenze del rifiuto vaccinale determinano le misure adottate dai vertici ospedalieri. Le prime sono state formalizzate nei giorni scorsi. Altre ne arriveranno se i destinatari non si metteranno in regola.

La sospensione

Il procedimento di sospensione avviene attraverso un incrocio dei dati dell’anagrafe vaccinale con quella dei medici. Una volta in possesso dei dati, la regione comunica alle Asl i nominativi dei professionisti non vaccinati che vengono contattati per verificare la motivazione, e se carente, si procede alla sospensione dall’attività, comunicando contestualmente la decisione agli Ordini che sospendono di fatto i medici dall’albo, fino ad avvenuta vaccinazione e comunque fino al 31 dicembre.

Le sostituzioni

I dieci che per ora sono stati colpiti dal fermo saranno sostituiti a tempo determinato e non riceveranno lo stipendio durante i mesi a casa.

La procedura prevede che se i sanitari non vaccinati non rispondono alla prima lettera, si vedranno presto recapitare un secondo sollecito. E se il lavoratore non risponde neanche a questa scatta missiva la sospensione.

No-vax in corsia

Nel ragionamento sugli obblighi vaccinali le domande non sono pretestuose. I sanitari non dovrebbero essere tutti vaccinati o, se contrari, già sospesi dall’incarico? No. Il motivo? L’elasticità dei tempi nell’iter di verifica. Con la conseguenza che in diversi reparti oggi lavorano ancora medici, infermieri o tecnici non immunizzati e anche dichiaratamente contrari alla profilassi. Fino a che va avanti la corrispondenza cartolare su avvisi, “minacce” e sospensioni.

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