Sono tornati i lupi nel Parco di San Rossore: accertata la presenza di quattro esemplari - Video

Le verifiche sono state eseguite grazie all’ausilio di 37 foto-trappole per un totale di mille video

PISA. Sono tornati i lupi a San Rossore. Quattro gli esemplari stabili nel Parco, comprese una coppia e alcune comparse occasionali. Storica e importante dal punto di vista naturalistico la presenza del Canis Lupus è una conferma per la qualità del territorio. «È un grande successo ambientale. I lupi sono tornati perché hanno trovato qui una natura incontaminata, sana e adatta alla loro sopravvivenza – afferma il presidente del Parco Lorenzo Bani –. I lupi non sono un nemico, anzi, rappresentano un gradito aiuto per il contenimento degli ungulati nella tenuta la cui presenza è sempre più massiccia». Bani ha anche precisato che «il lupo non è una minaccia per l’uomo. Non c’è da allarmarsi e voglio rassicurare tutti i fruitori del Parco che non è pericoloso. Non si avvicina. Bisogna solo seguire semplici norme di comportamento, che peraltro sono le stesse che devono essere rivolte alle altre specie presenti».

Quattro lupi a spasso nel parco di San Rossore



La scoperta dei quattro esemplari arriva dopo anni di monitoraggi e censimenti, portati avanti da Paolo Bongi e Marco del Frate insieme alla squadra del professor Marco Apollonio, consulente del Parco. «Il lupo non è una novità – racconta Appollonio –. Già nel 2006 era stato individuato un primo esemplare che poi però era scomparso quattro anni dopo. Oggi abbiamo accertato la presenza dei 4 esemplari. Il primo, un maschio, è arrivato nel 2016. A lui, ribattezzato da una delle guardie del Parco “Due calzini”, per il colore chiaro delle zampe anteriori, si sono aggiunti una femmina, diventata la sua compagna, e altri due esemplari».

Tutti i lupi sono stati seguiti fin dal loro arrivo grazie all’ausilio di 37 foto-trappole, per un totale di 1.000 video, accanto a una ricerca attiva delle predazioni soprattutto a carico dei daini, analisi genetiche sugli escrementi standardizzate ogni 15 giorni. «Vorrei precisare – aggiunge Apollonio – che nessuno ha portato qui i lupi. Sono presenti in tutta la Toscana, sia a nord che a sud di San Rossore. Stiamo lavorando sulla genetica per capire da quali delle due vie possono essere arrivati».

Parlando poi del comportamento degli animali e della sicurezza dei visitatori della tenuta ha spiegato che «i lupi sono notturni, durante il giorno stanno appartati e isolati. Non c’è probabilità di incontrarli». Sulle regole di comportamento si è soffermata Samantha Benucci (Wwf Alta Toscana): «Chi visita la tenuta non deve dar da mangiare agli animali, e quindi nemmeno ai lupi, specie protetta dal 1973 grazie all’operazione San Francesco. Non va poi lasciato cibo in giro e chi ha un cane deve tenerlo al guinzaglio».

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