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Handling, Consulta “bloccata” da Enac «Ci saremo in caso di un’altra possibilità»

Uno dei tanti presidi organizzati dai lavori di Toscana Aeroporti Handling

L’azionista di maggioranza della società romana: «Dispiace, la salvaguardia di posti di lavoro e salari era una priorità»

PISA. «La salvaguardia occupazionale e salariale era una nostra prerogativa con un'intesa che prevedeva 24-30 mesi di garanzie per i lavoratori. La verità? A frenarci è stato il nuovo regolamento Enac sugli handler pubblicato a fine luglio. Ci sono aspetti complessi che devono essere valutati bene con tempi che non sono compatibili con le esigenze del venditore».

Toscana Aeroporti chiude le porte a Consulta, ma Daniele Azzarone, azionista di maggioranza e presidente della società romana che ha tentato la scalata a Toscana Aeroporti Handling, spera in uno spiraglio per portare a termine il percorso aperto lo scorso marzo con una proposta di acquisto della società di Toscana Aeroporti che, con un organico di oltre 400 lavoratori diretti e circa 200 impiegati negli appalti, gestisce tutte le attività di terra negli scali di Pisa e Firenze.


«Sono di natura ottimista. Comprendo le esigenze di Toscana Aeroporti e faccio un passo di lato, ma se emergesse una nuova possibilità la percorrerei», sottolinea l'imprenditore elogiando il management di Toscana Aeroporti, «per la disponibilità e la professionalità» con le quali ha condotto la trattativa, i lavoratori e i sindacati che, nonostante i sei mesi di mobilitazione contro la possibile vendita, «hanno avuto un comportamento eccellente, anche se spesso il cambiamento viene visto come un peggioramento». Un freno, secondo Azzarone, è arrivato con il nuovo regolamento Enac per la disciplina delle aziende del settore, pubblicato lo scorso 23 luglio. «Un regolamento molto complesso - evidenzia -. Ci sono norme che vanno analizzate con attenzione. Le stiamo valutando, ma questo è un processo che richiede tempo e ciò non è compatibile con le esigenze del venditore. Non posso quindi fare altro che rispettare la volontà della controparte. Non ci sentiamo di tradire le aspettative di Toscana Aeroporti, soprattutto sui tempi, ma rimane il rammarico e il dispiacere di non aver raggiunto gli obiettivi di un importante piano strategico».

Con la fine del percorso di vendita di Toscana Aeroporti Handling, si interrompono anche le trattative per la cessione del ramo toscano di Consulta, con il quale la società romana opera negli scali di Pisa e Firenze gestendo circa il 10% delle attività. «Per una società di handling è importante essere presenti in più aeroporti per consentire alle compagnie aeree di avere lo stesso fornitore di servizi in più scali - prosegue Azzarone spiegando i motivi che hanno spinto Consulta a tentare di rilevare la società toscana -. Con l'acquisizione di Toscana Aeroporti Handling contavamo di incrementare la nostra presenza e di acquisire nuovi clienti, che potevamo fare nostri anche in altri aeroporti in un'ottica di crescita e sviluppo della società. La Toscana è inoltre una regione interessante sotto il profilo industriale, culturale e turistico e molto attraente per un imprenditore. Per farlo ci eravamo presi l'impegno a garantire i livelli occupazionali per almeno 24 mesi, che sarebbero diventati probabilmente 30, di non intaccare i salari e di rilevare il 99% per garantire una presenza di Toscana Aeroporti nella società. Accetto e rispetto le decisioni della controparte - conclude Azzarone -. È stata un'esperienza positiva, anche se non è andata come auspicavo».

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