Francesco Pantaleo, c'è la prima certezza: il momento della morte. Cosa ci si aspetta dagli altri esami

Pisa, prima conferma dalle analisi dei medici legali sullo studente trovato carbonizzato. Avanti con gli accertamenti

PISA. Una prima, attesa conferma sul caso della morte di Francesco Pantaleo, arriva dopo i primi riscontri medici: il ragazzo siciliano è morto tra la notte di sabato 24 luglio e le prime luci del mattino di domenica 25. È stato poi ritrovato, carbonizzato, il pomeriggio di domenica.

I tempi di una perizia sono i tempi che servono per portare certezza nelle supposizioni teoriche. Richiedono tempo e così bisognerà aspettare qualche giorno per capire cosa avranno da dire le indagini sui campioni raccolti, sugli strumenti informatici e sul corpo di Francesco Pantaleo per avere delle risposte sulla sua morte tragica, bruciato in un campo nella frazione di San Martino a Ulmiano.


Ieri sono cominciati gli accertamenti tecnici: gli esami chimici e tossicologici, quelli sugli strumenti informatici di Pantaleo (pc e smartphone) e soprattutto l’esame autoptico. È il riscontro più atteso, quella da cui si spera possano emergere informazioni decisive sull’eventualità che il ragazzo siciliano sia stato ucciso. Oppure una conferma dell’ipotesi del suicidio, che negli ultimi giorni è apparsa prevalente anche se non certa. L’ipotesi di reato sulla quale indaga la procura è l’istigazione al suicidio (si occupa del caso la pm Lydia Pagnini, con il procuratore Alessandro Crini che segue da vicino l’evolversi della situazione).

Gli accertamenti che stanno portando avanti i due medici legali (tra loro il professor Marco Di Paolo) andrà avanti sicuramente fino a domani. Gli accertamenti vanno fatti in maniera progressiva, con riscontri mirati e attendendo anche l’esito delle analisi chimiche. E questo presuppone tempo e pazienza e il rispetto dei passaggi tecnici. Una durata ancora più lunga è prevista per le verifiche sulle apparecchiature elettroniche. Gli accertamenti del consulente forense, in casi come questo, possono prendere tempi anche decisamente lunghi. La procura e i carabinieri, che investigano sul caso, ovviamente hanno chiesto la massima celerità ma anche per questo tipo di analisi serve del tempo. Almeno una decina di giorni, forse più.

Nel frattempo sono al lavoro a ciclo continuo i carabinieri sulle 24 telecamere presenti sul percorso che dividono la casa dove abitava Pantaleo, in via Adige a Pisa, dal luogo dov’è stato ritrovato, in via di Pescina nel comune di San Giuliano Terme. Un lavoro complicato, con immagini da guardare minuto su minuto. —

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