Morto bruciato, quella stanza in via Adige chiusa a chiave dalla madre

PISA. Nel condominio di via Adige 24, una palazzina composta da quattro appartamenti nel quartiere di Porta Nuova, c'è poca voglia di parlare. Al secondo piano viveva da quasi quattro anni Francesco Pantaleo, insieme ad altri due studenti fuori sede. Uno di loro ci accoglie sul cancello di casa. È visibilmente provato. Il ragazzo ci dice che la signora Franca, mamma di Francesco, è uscita da poco meno di un'ora. Ha chiuso a chiave la camera del figlio e ha raggiunto il marito in un albergo del centro. Altro non vuole dire e dopo averci salutato sale le scale del condominio. Anche per questi ragazzi sono giorni molto duri.

La polizia ha visitato più volte quell'appartamento alla ricerca di indizi. Una vicina di casa ci confida di aver visto di più di una volta agenti con il cane muoversi in zona alla ricerca di qualcosa. Quel qualcosa che solo ieri ha scoperto essere legato alla tragica fine di Francesco Pantaleo. «Abito qui da tanto tempo – afferma la donna – ma questo ragazzo non l'ho mai visto. Il nostro è un quartiere dove abitano molti studenti universitari, ma che usano la casa solo per dormirci e per studiare, è difficile incontrarli e scambiarci quattro chiacchiere». —

R.G.

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