Contenuto riservato agli abbonati

Il giudice per una coppia di mamme: No al diritto ad avere due madri per un figlio

La decisione del giudice di Pisa: rigettato il ricorso di una coppia gay d’iscrivere entrambi i nomi sull’atto di nascita. Il piccolo nato da fecondazione eterologa

PISA. A Pisa un figlio non può avere due madri. Almeno sui documenti. Poteva essere una sentenza per tantissime coppie italiane e invece il Tribunale di Pisa ha respinto la richiesta di due madri d’iscrivere di entrambi i nomi sul certificato di nascita del figlio, nato a Pontedera dopo una fecondazione eterologa fatta all’estero. La nascita del bambino e la vicenda giudiziaria nascono in brevissima sequenza: nel gennaio 2016 nasce il loro figlio e immediatamente, come da norma, le due donne chiedono al Comune di Pisa l a trascrizione dei loro nomi nell’atto di nascita del bambino. L’ufficiale di stato civile rifiuta e le donne si rivolgono al Tribunale. Dopo il diniego, risalente a maggio, la coppia ha deciso di ricorrere in appello a Firenze.

La coppia è regolarmente sposata negli Stati Uniti, nello stato del Wisconsin. Si chiamano Giulia (nata a Pisa) e Denise (statunitense), la prima è una nota e apprezzata sociologa. La coppia vive a Venezia insieme al figlio. Questo un estratto delle motivazioni con le quali il Tribunale di Pisa ha rigettato il ricorso delle due donne: “Confermata la piena legittimità del rifiuto di iscrizione, è solo il legislatore che, nella sua discrezionalità, può introdurre nell’ordinamento la relativa disciplina, scegliendo la forma di tutela che ritenga più idonea (iscrizione o adozione). Quanto alla pretesa discriminazione che si creerebbe tra la situazione di chi nasce all’estero e qui vede formato l’atto di nascita con conseguente trascrizione in Italia e quella di chi nasce in Italia e tale atto di nascita non può conseguire, trattasi di discriminazione solo apparente. Infatti, ben diverso è per lo Stato riconoscere una situazione che di fatto già esiste nel mondo naturalistico e ha trovato assetto formale in un altro ordinamento e dare disciplina e possibilità di creazione della stessa situazione nell’ordinamento interno”.


Nel dicembre 2017 un caso simile in Maremma, dove però si decise di trascrivere l'atto di nascita estero di un bambino con due mamme senza l'intervento del Tribunale.

«Questo procedimento è durato una piccola eternità – commenta il legale della coppia, l’avvocato Alex Schuster – perché la causa è iniziata pochi mesi dopo la nascita del bambino, nel 2016. E la sentenza è arrivata nel maggio 2021».

Commentando la decisione del Tribunale, il legale spiega che «rimane aperto un aspetto che riguarda le famiglie italiane. Nonostante la sentenza della Corte Costituzionale, che in soldoni dice che l’attuale situazione è una disgrazia (ed è una sentenza molto chiara, dicendo che si sta valutando il diritto dell’Unione Europea), il Tribunale di Pisa spiega di non vedere margini per decidere altrimenti. C’è poi un altro aspetto che ritengo incredibile: il Tribunale di Pisa ha ritenuto di conoscere meglio il diritto americano meglio dei giudici di quel Paese, negando a un bambino nato da una donna statunitense il diritto di avere due madri sin dalla nascita. Le sentenze di giudici federali sono state valutate come sentenze, come se non si sapesse come funziona il diritto americano. Quando parla la Corte Suprema è come se scrivessero la Costituzione». In novembre l’appello a Firenze.