I genitori distrutti, ci avevano sperato «Francesco adesso è tra gli angeli»

Poche ore prima del responso del dna la mamma (che sperava ancora) aveva detto: «Venerdì scorso l’ho sentito stanco»

Roberta Galli

Pisa. «Mio figlio Francesco non è più con noi. Adesso è tra gli angeli. Grazie a tutti quelli che mi sono stati vicino». Così Tonino Pantaleo ha affidato a Facebook, avvolto da un dolore senza fine, la notizia della morte del figlio, lo studente universitario siciliano di Marsala, di 23 anni, iscritto al corso di laurea in Ingegneria informatica, di cui si era persa ogni traccia da sabato 24 luglio scorso. Era suo il corpo del cadavere carbonizzato ritrovato domenica a San Martino a Ulmiano. Fino all’ultimo mamma Franca e papà Tonino, arrivati a Pisa lunedì mattina, con un volo diretto da Messina avevano sperato di trovare in vita quel ragazzo buono e sensibile, ma dal carattere introverso. E proprio pochissime ore prima della tragica notizia che ha sconvolto tutti, mamma Franca aveva voluto concedere a Il Tirreno una intervista nella quale aveva aperto il suo cuore ed aveva lanciato l'ennesimo appello. La signora Franca addirittura in attesa di notizie si era trasferita nell'abitazione che fino ad una settimana prima aveva ospitato il suo Francesco, in via Adige, nel quartiere di Porta Nuova, mentre papà Tonino aveva preso in affitto una camera in un albergo del centro. «Ho deciso di venire qui, in via Adige – ci aveva detto mamma Franca – perché così mi sento molto più vicina a mio figlio. Nell’abitazione ci sono anche gli altri ragazzi che in questi anni hanno diviso l’appartamento con lui e questo mi dà un piccolo conforto. Per il resto, trascorro delle giornate terribili. Da quando Francesco è sparito io e suo padre non dormiamo più, non mangiamo più, ci manca l’aria e la sera quando cala il sole la mia mente comincia ad affastellarsi di brutti pensieri».


I coniugi Pantaleo hanno passato giornate di inferno con il cellulare sempre accesso giorno e notte, ma non perdendo mai la speranza che Francesco potesse tornare a casa. «Io penso che mio figlio – così ci aveva detto ancora mamma Franca – si sia allontanato volontariamente da noi e questo mi aiuta a sperare che possa tornare sui propri passi. Da mamma mi sento di dire che è accaduto qualcosa nell’ambito del suo percorso universitario. È evidente che qualche esame, in questo ultimo periodo, non è andato come doveva andare e lui, anziché farci partecipi di questo suo disagio, si è chiuso in se stesso, senza parlare con nessuno della sua famiglia. Mio figlio è un ragazzo altruista, sempre pronto a dare una mano gli altri, ma dal carattere molto chiuso ed evidentemente non è riuscito a gestire questa situazione molto stressante per lui. Venerdì 23 l'ho sentito stanco, provato dal caldo e in ansia per l’esito di un esame che aveva sostenuto giorni prima. Ecco, io penso che si sia buttato giù e abbia deciso di allontanarsi». Francesco è uscito di casa, presumibilmente la mattina di sabato 24 luglio, secondo il racconto dei suoi coinquilini, lasciando in casa il computer completamente resettato, il portafogli con dentro i documenti, gli occhiali da vista, portando via solo le chiavi di casa e uno zainetto. Il resto è cronaca di queste ultime ore. —

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