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Bruciato e senza nome: i curiosi dell’orrore, lo choc dei residenti e le voci sull'identità della vittima

Il punto esatto in cui è stato trovato il cadavere carbonizzato in località Pescina tra Orzignano e San Martino Ulmiano, nel territorio di San Giuliano Terme

In diversi nel luogo del ritrovamento del cadavere carbonizzato a Pescina, nel comune di San Giuliano Terme. E al circolo ipotizzano che si tratti di un ragazzo di Pappiana

Da un lato la chiesa di San Bartolomeo, risalente al XII secolo. Dall’altra il circolo Arci. In mezzo la provinciale 30 del Lungomonte pisano a dividere in due il paese dove domenica sera i lampeggianti di vigili del fuoco e carabinieri hanno illuminato la campagna che guarda Pisa. Senza che pressoché nessuno se ne accorgesse. Solo chi abita nelle immediate vicinanze del luogo in cui è stato ritrovato il corpo di un uomo carbonizzato hanno avuto il sentore di quanto accaduto. Difficile, del resto, ignorare un fatto grave e violento come quello scoperto da una giovane di 17 anni che abita a pochi metri dal ritrovamento e che si è trovata di fronte il cadavere mentre portava fuori il cane per i bisogni.

CONTESTO FAVOREVOLE


«Non saprei, nessun cliente mi ha detto nulla», dicono dalla panetteria di Orzignano. «Lo abbiamo letto dal giornale», spiegano dal bar Il Conte. Una frazione del comune di San Giuliano Terme dove, evidentemente, la vita serale si fa in casa, senza fare troppo caso a ciò che succede fuori dalla porta. Un contesto favorevole a chi, se verrà confermata la pista dell’omicidio, ha scelto proprio quel campo in via Pescina, per depositare il cadavere e dargli fuoco.

FATTO CRUENTO

«Sono uscito presto domenica per andare a lavorare – racconta Andrea Vincis, che abita in una delle case vicine al terreno annerito dalle fiamme – Ma non ho notato niente di strano. Poi la sera, quando sono rientrato, ho visto tutto quel trambusto e ho capito che qualcosa di grave era successo. Ma non avrei mai immaginato che si trattasse di un fatto così eclatante». Un corpo carbonizzato vicino alla tua abitazione lascia interdetti. «In effetti – prosegue l’uomo che parla affacciato a una finestra – devo ammettere che fa impressione. Non mi era mai capitato di essere a distanza ravvicinata da un episodio così cruento».

LINGUA STRETTA D'ASFALTO

Via Brodolini che, al bivio per imboccare la strada sterrata illuminata a giorno dai lampeggianti di forze dell’ordine e soccorritori, diventa via Pescina. Una lingua stretta di asfalto. Impossibile da percorrere in contemporanea da due auto che s’incrociano. Siamo in aperta campagna dove spesso si bruciano le sterpaglie. «Difficile fare caso al fumo – spiega Gessica Simone che lavora a Firenze, ma che si trova nella casa del padre a pochi metri da dove abita Vincis – Qui ci conosciamo tutti. È un posto molto tranquillo. Ma non è strano vedere un’auto che passa. Vivo in questa casa ormai da 34 anni e, che io mi ricorda, non è mai successo niente che si potesse minimamente avvicinare a ciò che è accaduto l’altra sera. Si può stare fuori fino a mezzanotte o l’una senza incappare in problemi».

NIENTE TELECAMERE

La giovane allude all’assenza di telecamere posizionate per difendere le abitazioni dai furti. Nessuno ha installato i dispositivi elettronici che, anche se è vietato puntarli verso la strada per proteggere la privacy degli estranei, avrebbero potuto aiutare i carabinieri nelle indagini. «Solo il mio vicino di casa ha un allarme», dice ancora Andrea Vincis stringendosi nelle spalle senza aggiungere altro.

CURIOSI DI PASSAGGIO

Intanto, il campo di girasoli a pochi metri dal tratto di argine del fosso, in cui è stato adagiato il corpo dell’uomo trovato carbonizzato, sembra accogliere i curiosi. Nella tarda mattinata di ieri, dopo che i militari dell’Arma hanno sgombrato il campo, qualcuno in scooter o in bicicletta è passato a vedere ciò che restava di un fatto di cronaca nera mai visto in zona. Curiosità comprensibile in una zona dove ci si conosce tutti anche tra paese e paese.

LA VOCE

E, infatti, al circolo Arci di Orzignano gira una voce. «Potrebbe essere un ragazzo di Pappiana che ieri non è rientrato a casa», dice un uomo al tavolino. Sembra avere informazioni sul caso anche se precisa che «non ci sono conferme». Più tardi, nello stesso locale, il rumor è sempre lì che circola tra la barista e i clienti. Ma nell’altro paese che dista poco meno di due chilometri, di questa vicenda non sanno niente.

LO CHOC DEL RITROVAMENTO

Voci di popolo che si rincorrono di fronte a episodi simili. Mentre gli inquirenti lavorano sugli elementi che, attualmente, hanno a disposizione. La testimonianza della 17enne che, portando a spasso il cane, si è trovata di fronte al cadavere bruciato. E che ha subito un forte choc confortata da genitori e amici. Le eventuali immagini della videosorveglianza pubblica e privata dislocata in vari punti del territorio. Ma non nelle immediate vicinanze del luogo del ritrovamento. Di dati oggettivi o di persone del posto che potrebbero aver visto qualcosa di utile sembra che non ce ne siano. Orzignano dà l’impressione di non avere occhi e orecchie sensibili a movimenti strani che si verificano in paese. —

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