La piccola Jo migliora e il 4 agosto sarà ricevuta da papa Francesco

Affetta da una malformazione congenita, ora cammina da sola e con le ginocchia sbloccate dai tutori e, come racconta la mamma, dà proprio l’idea di una camminata naturale 

PISA. La piccola Jo, la bambina tirrenese adottata da tutta la comunità con iniziative di solidarietà, continua il suo percorso di riabilitazione e i miglioramenti costanti sono sotto gli occhi di tutti e la sua storia è arrivata fino alle orecchie di Sua Santità Papa Francesco che la riceverà il prossimo 4 agosto. La piccola Jo è nata con una rara malformazione congenita, la emimelia, che comporta la mancanza di uno o più segmenti ossei degli arti e per i medici italiani l’unica soluzione sarebbe stata l’amputazione. Ma mamma Irene non si è arresa e ha continuato a cercare una soluzione che permettesse alla sua bambina di vivere una vita normale. Così ha scoperto un centro ospedaliero in Florida, diretto dal dottor Paley, specializzato proprio in questo tipo di malattia ed ha iniziato l’iter per arrivare alla prima operazione che è stata effettuata il 18 marzo 2020 alla gamba sinistra e pochi giorni dopo a quella destra.

Oggi Jo cammina da sola e con le ginocchia sbloccate dai tutori e, come racconta la mamma, dà proprio l’idea di una camminata naturale e ieri, per la prima volta, ha provato a fare anche qualche passo senza il tutore alla gamba sinistra e c’è riuscita. Insomma, è un vero successo e fonte di speranza per tanti altri bambini.


«Questa è una delle ragioni per la quale sono contenta di andare all’udienza con il Papa – afferma mamma Irene -. È bello che Papa Francesco sia venuto a conoscenza della nostra storia e il fatto che ci voglia incontrare a livello personale ci fa piacere ma, soprattutto, è importante a livello mediatico. Questo incontro infatti avrà una buona risonanza ed è un modo per aprire la strada alla conoscenza di terapie che esistono per la cura di questa malattia ed offrire così un’alternativa all’amputazione. Penso che la nostra storia possa essere un esempio, un insegnamento che esiste la possibilità di fare altro oltre all’amputazione e che io non sono pazza, come invece mi è stato ripetuto più volte da diversi medici prima di incontrare il dottor Paley».

L’udienza che ci sarà il 4 agosto nasce da un incontro che i genitori di Jo hanno avuto lo scorso anno sul palco di Eliopoli con il manager del trio di ragazze “Le Dolce Vita”, Tony Labriola e il giornalista Gabriele Masiero con cui hanno iniziato un percorso per la bambina e sono stati loro a chiedere al Papa d’incontrare la piccola Jo.

«Adesso la nostra bambina è autosufficiente e per camminare non usa più neanche il deambulatore. Percorre salite, discese tutto da sola e cammina su terreni sconnessi, è difficile spiegare cosa proviamo nel vederglielo fare – racconta questa mamma coraggiosa quanto la sua piccola -. Ad ottobre avremo la visita con il dottor Paley in Polonia e ci dirà cosa fare. Intanto le ossa si sono rimarginate totalmente ma sappiamo bene che fino ai dodici anni potranno esserci nuove operazioni che riguarderanno l’allungamento della gamba destra che al momento è più corta di 8 centimetri di quella sinistra. Il pensiero di ricominciare da capo con altre operazioni un po’ ci atterrisce ma ce la faremo. E poi bisognerà affrontare anche il discorso della spia dorsale che è messa male ma lo sapevamo. Comunque, intanto siamo contenti dei risultati raggiunti e del dottore italiano che ci sta seguendo e che è sempre in contatto con il dottor Paley. Nel frattempo anche la raccolta fondi è abbastanza ferma, puntiamo infatti sulla visita in Polonia perché in quell’occasione sapremo quelli che saranno i prossimi step e gli obiettivi e questo ci renderà possibile organizzarla meglio».

Per intraprendere questo percorso, estremamente costoso perché per il viaggio in Florida, il soggiorno, le operazioni e la riabilitazione, sono stati necessari quasi 300 mila euro, la famiglia della piccola Jo ha avviato una raccolta fondi a cui ha aderito non solo tutta la comunità tirrenese, ma anche le città di Livorno e Pisa, e i contributi sono arrivati anche da fuori regione e addirittura dall’estero. Non è mancato nemmeno l’apporto di personaggi famosi come “Il Volo” e altri invece sono diventati testimonial della campagna “I sogni di Jo”. Insomma, una gara di solidarietà che ha sorpreso anche la famiglia stessa della nostra piccola eroina. —