Choc per il cadavere bruciato nel campo, il sindaco: «Un fatto mai successo»

Di Maio: «Tutto da chiarire l’accaduto». Il cancello di una proprietà adiacente trovato aperto, al mattino era stato chiuso

SAN GIULIANO. «È un fatto che impressiona, non c’è che dire». Il sindaco Sergio Di Maio parla mentre è a ridosso del punto in cui è stato trovato il cadavere carbonizzato in località Pesciatina a Orzignano, frazione di San Giuliano Terme, vicino al confine con un’altra frazione dello stesso comune, San Martino Ulmiano.

Un fatto mai successo. O per lo meno mai negli ultimi anni. «Non ho memoria di un fatto del genere», aggiunge il sindaco mentre si guarda intorno stupito di dover assistere a tanta violenza in un territorio tranquillo come questo.



Tra le luci dei vigili del fuoco e la luna che illumina parzialmente la scena, si cercano elementi per capire quale direzione far imboccare l’indagine. Il corpo tra un ulivo e l’altro. Il viso nel campo e le gambe verso il fosso.

Enrico Mech racconta di avere il campo a fianco a luogo del ritrovamento: «Mi ha chiamato mio figlio dicendomi che c’era movimento. La mattina proprio mio figlio era stato qui e aveva chiuso il cancello. Poi, quando siamo tornati, il cancello era aperto. E lui era sicuro che prima fosse chiuso».

Piccoli centri abitati e campi coltivati. È in uno di questi che è stato ritrovato il corpo bruciato con i segni delle fiamme intorno. Una scena raccapricciante che ha colpito, e non poco, anche Di Maio, personaggio che, conoscendolo, non lo si può definire facilmente impressionabile.

L’attenzione della popolazione di Orzignano, ma anche quella di chi vive nel vicino San Martino Ulmiano è tutta su quanto è accaduto a Pesciatina. Le chat dei vicini hanno continui messaggi di chi chiede informazioni e di chi formula ipotesi. Poco il movimento dei commenti sui gruppi presenti sui social network, Facebook in particolare.

Fino a quando non è stata diffusa la notizia, quella di ieri era stata una normale domenica sera d’estate, fra rientri dalla spiaggia, preparazioni per le cene in ristoranti all’aperto o nei giardini delle tante villette presenti in questa zona. Ma fino a quando i carabinieri non faranno chiarezza sulla vicenda, sarà difficile per gli abitanti sapere qualcosa di nuovo.

Ed è quanto lascia trasparire il sindaco Di Maio: «Gli inquirenti stanno lavorando. Dobbiamo aspettare lo sviluppo delle indagini per comprendere cosa sia davvero successo in questo campo e le cause che hanno portato al ritrovamento del corpo carbonizzato. Non credo ci sia un nesso tra questo episodio e i fatti di criminalità che avvengono normalmente come furti nelle abitazioni che, però, non sono in aumento».

Ora la parola passa agli investigatori dei Carabinieri, alla magistratura e alla Scientifica, per capire – come scriviamo in altra pagina – a quando risale la morte di questo straniero dai capelli corti, fitti; le ricerche sono a largo raggio, potrebbe essere stato ucciso anche abbastanza lontano e poi portato qui per dare fuoco al cadavere. –

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