Al bar Berry il quarto colpo in soli due anni. I ladri anche nei palazzi

Porta spaccata nel locale di via Gello, le telecamere riprendono il malvivente. A una coppia rubate due bici di valore

PISA. Non è arrivata come una sorpresa, chi lavora nelle forze dell’ordine lo sa: con la fine del lockdown, la riapertura dei centri di aggregazione e il ritorno della vita sociale, i furti e le rapine sarebbero aumentati. E Pisa ne sta facendo esperienza in modo frequente negli ultimi giorni. L’ultimo a essere colpito, in ordine di tempo, è il Berry Lounge Pisa, in via di Gello. Visita notturna dei ladri, con la porta d’ingresso spaccata e il tutto per un bottino di 70 euro. Come spesso accade è più pesante il danno per entrare che il valore di quanto rubato.

Per il Berry Lounge però va considerato anche il fattore esasperazione: questo è il quarto colpo negli ultimi due anni. Un certo senso di ineluttabilità che non fa dormire sonni tranquilli alla proprietà.


Il ladro, uno solo apparentemente, sarebbe stato ripreso dalle telecamere. Una scena ripresa con una certa chiarezza, con l’uomo che sfonda la porta d’ingresso, spaccando il vetro. E che una volta dentro ruba il fondo cassa, con i settanta euro dentro, e insieme a questo il divisore delle monete. Non un gran bottino.

Sul luogo sono intervenuti i carabinieri, che hanno acquisito le immagini delle telecamere. La sera prima era stato colpita l’hamburgeria “Pappabona” in via Niccolini; furto per il quale c’è un sospettato. Chissà che non sia la stessa mano.

Non va bene nemmeno dall’altro lato dell’Arno, in via Sant’Antonio. Qui, come altrove, la dimostrazione che il problema delle “visite notturne” non riguarda soltanto i proprietari di bar e attività, ma tocca anche i residenti.

Al numero 20 della lunga via che collega il lungarno Gambacorti con le zone limitrofe a piazza Vittorio Emanuele, vivono Cristina Campaiola e Roberto Pichetti, rispettivamente medico e funzionario giudiziario. «Siamo alle spalle di zone, come piazza Vittorio e corso Italia, dove ci sono azioni manifeste, che danno apparentemente l’idea del controllo del territorio. Qui invece siamo abbandonati». Giovedì notte degli sconosciuti si sono introdotti nel loro palazzo, hanno forzato la cantina e rubato tre biciclette. Due erano loro: una Bianchi nuova di pacca e una Bottecchia del 1970. Due pezzi di valore, con un danno da 1500 euro.

«Sempre più spesso – racconta la coppia – troviamo il portone aperto. Hanno messo una palletta di carta per non farlo chiudere, qui siamo tutti molto attenti». I ladri hanno abbandonato delle grosse cesoie, segno che avevano idea di cosa andavano a prendere e del fatto che ci fossero dei lucchetti. E hanno forzato una piccola grata per provare a entrare nel cortile dove si affacciano tutti i balconi del palazzo. Da lì avrebbero avuto via libera per entrare nelle case.

«La signora del piano terra, sola e anziana, non dorme più tranquilla. Qui ci sarebbe bisogno di pattugliamenti a piedi, più controllo. Altrimenti, piano piano, vediamo piccoli gruppetti che si prendono il territorio, spacciano e si fanno arroganti. Non si possono presidiare soltanto i salotti buoni e dimenticare quello che sta intorno». —