Picchiato per difendere la fidanzata, la sorella: «È ancora in coma e nessuno si è fatto avanti»

La zona dove è avvenuta l'aggressione (foto Fabio Muzzi)

Marina di Pisa: gli aggressori del giovane livornese erano tutti a volto coperto. ll sindaco Conti: I vigili fanno quello che possono, servono più agenti di polizia

PISA. La speranza che qualcuno dica qualcosa dell’aggressione al fratello, massacrato a tradimento da sei o sette giovani a Marina di Pisa, sta lasciando il posto alla delusione per la vigliaccheria di chi ha visto e non dice nulla. «Mio fratello è in ospedale – commenta la sorella del 26enne livornese – non è stato operato ed è ancora in coma. Io voglio ancora credere che qualcuno farà sapere che cosa ha visto, erano pieno di gente quando lo hanno aggredito. Ma finora non ha parlato nessuno e io sono veramente incredula».

Al suo fianco è rimasta notte e giorno la famiglia. Così come la sua fidanzata, che era con lui al momento dell’assalto e che è stata sentita sabato 24 luglio dagli uomini della squadra mobile della polizia, guidati dal vicequestore Fabrizio Nocita. Gli aggressori, di origini straniere, erano tutti a volto coperto e le informazioni che ha potuto fornire la ragazza sono un punto di partenza. «Nessuno ha risposto al nostro appello di farsi avanti – recrimina ancora la sorella dell’operaio in coma all’ospedale di Cisanello – e questa è la cosa che fa più male».


Dal punto di vista delle indagini non ci sono state novità nella giornata di ieri. I membri del gruppo di assalitori, che lo hanno attaccato dopo che il 26enne aveva risposto a un’aggressione verbale verso la sua ragazza, sono ancora anonimi. Si lavora per identificarli.

Ricoverato nel reparto di neuroanestesia e rianimazione dell’ospedale di Cisanello, il giovane operaio del settore logistico portuale livornese ora combatte per la propria vita. Dopo aver risposto verbalmente alle volgari provocazioni dirette alla sua fidanzata, il ragazzo – come ha riferito la compagna – è stato sopraffatto dal gruppo inferocito, cadendo incosciente per terra sotto la raffica di botte. Qualche mese fa, sempre nei pressi della litoranea, era già accaduto qualcosa di simile ad un ragazzo pisano picchiato da un gruppo di altri ragazzi. Il sindaco Michele Conti si dice fiducioso che «la banda» sarà punita in maniera esemplare, e ci tiene a dire che questo è un problema di ordine pubblico e che le responsabilità dell’accaduto sono di competenza della Prefettura e della Questura. «I vigili fanno quello che possono, il litorale è esteso e oltre alle tre località marine sulle quali vigiliamo, si aggiungono i 1400 ettari di pineta. Diventa difficile gestire la città capoluogo e un litorale in cui, durante l’estate, risiedono circa 80 mila persone».

Il sindaco, che augura la pronta guarigione del ragazzo, ha chiesto al prefetto una particolare attenzione all’indagine in corso.

«Purtroppo gli uomini sono pochi e per questo motivo, due settimane fa, ho fatto una richiesta di incremento del personale di polizia al sottosegretario Montani».

Per Conti il centro del problema è il numero degli agenti delle forze dell’ordine disponibili. «Abbiamo bisogno che anche il governo centrale investa in queste risorse. Ci vuole un nuovo concorso per agenti di polizia. Questo è sempre stato uno dei cavalli di battaglia del centro-destra. Andrebbero, inoltre, cambiate le leggi nazionali, perché ci sia la certezza della pena per chi compie azioni di questo genere, altrimenti si gira a vuoto». —


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