Ex distretto militare, via libera alla bonifica. Poi il piano di recupero a uso residenziale

Il progetto presentato da Investire Sgr è stato approvato dall’amministrazione comunale dopo il nulla osta dell’Arpat

PISA. Piombo, mercurio, idrocarburi leggeri e pesanti e altre sostanze e materiali potenzialmente pericolosi da eliminare. È stato approvato il piano di “analisi di rischio sito-specifica e progetto operativo di bonifica” per l’ex caserma Curtatone e Montanara.

Il documento per avviare le operazioni di bonifica dell’area di via Giordano Bruno presentato da Investire Sgr Spa, la società romana specializzata nella valorizzazione di portafogli immobiliari che ha raggiunto l’accordo con il Fondo investimenti per la valorizzazione (Fiv)-comparto extra della Cassa depositi e prestiti per l’acquisizione dell’ex distretto militare, ha avuto il via libera del Comune dopo il nulla osta dell’Arpat.


Si tratta del primo step previsto dal percorso per l’approvazione del piano di riqualificazione e valorizzazione dell’area, fondamentale anche per il rilascio dei futuri permessi a costruire. Nell’area sono previsti nuovi appartamenti e un asilo privato. Le indagini eseguite sui terreni hanno accertato la presenza di mercurio, piombo, rame ed idrocarburi leggeri e pesanti, tutti residui delle attività militari svolte nel passato, tra cui anche l’uso di armi, che dovranno essere eliminati. Per le operazioni di bonifica non saranno allestiti depositi temporanei dei materiali escavati. «Questi – si legge nel parere stilato da Arpat – verranno avviati direttamente ad impianti autorizzati, senza accumuli intermedi. La classificazione del rifiuto, necessaria per un corretto smaltimento, verrà eseguita “in banco” e cioè preliminarmente allo scavo, evitando di creare accumuli di materiale sull’area».

Nelle acque sotterranee non sono invece state rilevate concentrazioni di materiali inquinanti oltre i limiti, ma saranno ugualmente eseguite due campagne di monitoraggio semestrali per tutta la durata dei lavori. Arpat ha prescritto il divieto di «alterazione dello spessore di 100 centimetri di terreno riportato».

Quello approvato è il secondo piano di bonifica presentato dalla società che ha rilevato la proprietà dell’area e tiene conto delle varie prescrizioni ed osservazioni formulate dall’Arpat lo scorso aprile sulla base di un primo progetto di bonifica proposto e del piano di recupero dell’ex distretto militare che prevede una destinazione d’uso residenziale e servizi che comporta la demolizione di alcuni edifici esistenti e la realizzazione di un nuovo fabbricato. Un piano, quest’ultimo, stoppato dagli uffici comunali che hanno rilevato numerose criticità e chiesto varie modifiche.