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Vaccini, a rischio sospensione 1.143 sanitari

L’Asl ha inviato le lettere a dottori, infermieri e Oss che non si sono vaccinati. Chi non provvede o non ha motivi reali non potrà lavorare fino al 31 dicembre

PISA. Qualcuno ha cercato di dimostrare attraverso i propri legali l’incostituzionalità dell’obbligo vaccinale. Altri hanno documentato l’impossibilità a sottoporsi alle somministrazioni per difendersi e combattere il nuovo coronavirus a causa di patologie o uso di farmaci che potrebbero interferire con i vaccini anti-Covid. Quasi tutti rischiano la sospensione dal servizio. È composto da 1.143 professionisti pisani l’esercito di operatori sanitari non vaccinati. Un numero limitato alla zona pisana dell’Asl Toscana Nord-Ovest (Pisa, Calci, San Giuliano Terme, Vecchiano, Cascina, Fauglia, Crespina-Lorenzana e Vicopisano) che rappresenta quasi un sesto del totale (6.608) degli operatori sanitari operanti nelle zone di competenza dell’azienda sanitaria che hanno rifiutato o non si sono ancora sottoposti alla vaccinazione. Un numero "grezzo", tra i più alti della costa toscana, che potrebbe comprendere anche operatori che nel frattempo hanno prenotato la somministrazione o che hanno cambiato ruolo facendo decadere l’obbligo.

Si tratta di medici, infermieri, operatori socio-sanitari, farmacisti, biologi, tecnici sanitari, operatori delle Rsa, dipendenti dell’Asl o dell’Azienda ospedaliero universitaria pisana (in quest’ultima risulta vaccinato l’85% del personale) ed "operatori di interesse sanitario" che svolgono la loro attività nelle strutture sanitarie, socio-sanitarie e socio-assistenziali pubbliche e private, nelle farmacie, parafarmacie e negli studi professionali (tra questi massofisioterapisti, operatori socio-sanitari e assistenti di studi odontoiatrici).

No vax, attendisti o dubbiosi. Tutti accomunati da una decisione: non proteggersi nonostante l’obbligo vaccinale per i sanitari introdotto dal governo che potrebbe mettere a rischio anche il loro futuro lavorativo. Sospensione dall’attività professionale, con relativo stop allo stipendio, o trasferimento in altri ruoli non a contatto con i pazienti. La Regione ha comunicato all’Asl i nominativi dei 1.143 professionisti. L’azienda sanitaria ha iniziato a inviare ad ognuno una lettera (raccomandata o pec) con la quale li invita a prenotare il vaccino o a spiegare, entro cinque giorni, la decisione di non riceverlo. Qualcuno ha provato a dimostrare l’incostituzionalità dell’obbligo vaccinale, altri hanno addotto motivi di salute. Alcuni hanno invece presentato la prenotazione per la somministrazione. L’Asl valuterà le risposte per poi segnalare i nominativi di chi non ha prodotto motivazioni valide agli ordini professionali. Questi faranno scattare le sospensioni dall’attività professionale che resteranno in vigore fino a quando l’operatore non deciderà di vaccinarsi o, comunque, fino al 31 dicembre. -

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