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Parco, Lorenzo Bani nuovo presidente: «Non è un santuario, apriamo ai cittadini»

Una veduta di San Rossore

La replica a Viareggio: «La buona gestione non dipende dalla provenienza geografica». Non percepirà alcun compenso

PISA. «Una grande campagna di ascolto per raccogliere gli stimoli e le indicazioni che provengono dai vari territori e concordare gli obiettivi da raggiungere». Almeno due sono quelli già fissati. O almeno sono quelli che Lorenzo Bani, nuovo presidente dell'Ente Parco San Rossore, Migliarino, Massaciuccoli, auspica di poter concretizzare: lo sviluppo sostenibile del Parco, da coniugare con il necessario rispetto e difesa dell'ambiente, e una maggiore apertura ai cittadini anche attraverso un miglior sistema di accoglienza. «Il Parco non è un santuario. Deve essere fruibile, nel rispetto delle regole», dice.

Classe 1950, laureato in Scienze Politiche all’Università di Pisa, Bani è stato nominato ieri al vertice dell’Ente dal presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani. Ex assessore del Comune di Pisa (prima allo sport, poi alle politiche sociali e ambiente e infine alla cultura e alla pubblica istruzione), ex presidente dell’Apes di Pisa e ora presidente della Uisp Toscana, succede a Giovanni Maffei Cardellini. «Vista la rosa dei candidati, ho individuato in Bani la professionalità e le competenze giuste per ricoprire il ruolo di presidente dell’Ente Parco San Rossore Migliarino Massaciuccoli – le motivazioni che hanno spinto Giani alla nomina –. Conosco Bani da tempo e ho avuto modo di apprezzarne la competenza amministrativa e la capacità operativa. Bani ha una profonda conoscenza della realtà pisana unita a competenze, sensibilità e attenzione al sociale e al mondo dell’associazionismo. Tutte caratteristiche essenziali per creare una sempre maggiore interazione tra le varie associazioni e il Parco».


Un “sistema” di competenze è il primo obiettivo posto dal neopresidente del Parco. «Per una buona gestione occorre fare sistema e per questo penso ad una governance diffusa – spiega –. Comuni, Province, associazioni ambientaliste, comitati e cittadini possono e devono dare il loro contributo, e per questo penso di avviare una grande campagna di ascolto, propedeutica agli obiettivi da fissare e da concretizzare. Devo conoscere meglio la realtà del Parco, ma penso sia necessario avviare percorsi di sviluppo sostenibile ed incrementare e migliorare le possibilità di accesso a favore dei cittadini. Il Parco – sottolinea Bani – non è un santuario e per questo va messo a disposizione dei cittadini che devono avere la possibilità di usufruirne, nel rispetto delle regole e dell’ambiente. Il presidente Giani non ha posto alcun vincolo, prescrizione o obbligo».

La nomina è stata accompagnata dalle polemiche provenienti da Viareggio con il sindaco Giorgio Del Ghingaro che nei giorni scorsi ha minacciato di far uscire Viareggio dalla Comunità del Parco. Il primo cittadino versiliese non ha digerito il nome di un pisano in pole per ricoprire la carica di presidente. La prassi vorrebbe infatti l’alternanza dei presidenti pisani e versiliesi. E per Viareggio l’uscente Maffei Cardellini, nominato per un mandato dopo l’uscita dell’assessore viareggino Fabrizio Manfredi, non era da considerarsi in quota viareggina. «Sono state alimentate polemiche non sui nomi, ma sulla competenza territoriale. La buona gestione non dipende però dalla provenienza geografica – risponde Bani che, da pensionato, non riceverà alcuna retribuzione dall’Ente –. Sono orgoglioso di questa nomina e della fiducia dimostrata dal presidente Giani e da numerosi consiglieri regionali. Ho sempre cercato di dare il mio contributo a Pisa e sono sicuro di poter fare bene anche all’Ente Parco. La nomina è stata un po’ inaspettata, ma potersi mettere ancora una volta al servizio della città e, in questo caso di un territorio molto più ampio, è motivo di orgoglio». —

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