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Muore annegato a 19 anni: la passione per il calcio portata avanti a suon di gol

L’esterno del Bagno Maestrale a Tirrenia, poco dopo la tragedia e, a destra, una foto di Khadim Mboup (dal profilo Facebook)

Tirrenia: la tragedia davanti al fratello. È andato a fondo mentre recuperava un pallone. I ricordi di chi lo ha visto giocare da vicino

TIRRENIA. Un colpo di vento. È successo tutto per un refolo che al mare può anche far piacere e che ieri si è portato via il pallone con cui un gruppo di amici stava giocando in acqua.

Non sono neanche le cinque di un pomeriggio che invoglia a stare in spiaggia, quando Khadim Mboup nel cercare di recuperare la palla viene inghiottito in quel mare che pochi secondi prima lo vedeva sorridere e giocare.

Una sparizione che da momentanea diventa un dramma perché per un gioco di correnti, con il senno di poi fatale, la comitiva di amici non riesce più a tenere i piedi sul fondale. E tra i sei in acqua l’unico di cui si perdono le tracce è Khadim. Il salvataggio per mano del personale del Bagno Maestrale è provvidenziale per cinque del gruppo. Il corpo dell’amico viene ritrovato dopo circa mezz’ora. È il cadavere di un 19enne, senegalese, residente con la famiglia a Fornacette. Lo strazio che aggiunge dolore alla tragedia riguarda il gruppo che era in acqua.

Tra i cinque che ce l’hanno fatta c’è anche il fratello più piccolo di Khadim.

Nel conto dei salvati e dei sommersi inizia la corsa per tentare l’impossibile. Dalla centrale operativa del 118 vengono inviate le ambulanze della Misericordia di Pisa e della Pubblica Assistenza del Litorale. Viene attivato anche l’elisoccorso Pegaso per un eventuale trasferimento che non ci sarà.

Non servirà più dopo la constatazione di morte da parte del medico della Misericordia dopo circa 40 minuti di rianimazione su un corpo che non dava più segni di vita.

Il magistrato di turno Giovanni Porpora ha disposto il trasferimento della salma a medicina legale e stamani valuterà se procedere con l’autopsia. Momamadou è il padre della vittima. È corso al Maestrale. Dilaniato dal dolore per quel figlio perso.

Cosa abbia causato la morte di Khadim, tra malore o annegamento, diventa relativo di fronte a un dramma che ha mosso in una frenesia disperata soccorritori professionali e occasionali, alcuni che erano lì con le moto d’acqua. Sul posto è arrivata anche una volante della polizia per ricostruire l’episodio e sentire testimoni e sopravvissuti. È arrivato anche il personale della scientifica e quello della Capitaneria di porto. Una sintesi dei fatti è stata comunicato al magistrato.

Il gruppo di amici, anche per festeggiare la fine della scuola, era arrivato da qualche ora nell’affollata spiaggia libera di Tirrenia che confina con il Bagno Maestrale.

Nel pomeriggio si erano messi a giocare in acqua con un pallone. L’inizio dell’estate e il piacere di stare insieme erano motivi più che sufficienti per sorridere e non avere pensieri. Una serenità spezzata da quel colpo di vento che ha costretto i ragazzi a inseguire il pallone e ritrovarsi in un affanno improvviso che senza l’intervento dei bagnini avrebbe potuto avere un epilogo da brividi. Non saper nuotare ha segnato il destino di Khadim.

IL RITRATTO

Un fisico sportivo, plasmato da anni di calcio agonistico sui campi della provincia e non solo. Khadim Mboup aveva la passione per il calcio che praticava anche con successo. Un attaccante abituato al gol e a giocare con la forza di una prestanza che era il valore aggiunto del giovane senegalese nel confronto con gli avversari. I suoi trascorsi sportivi di una vita finita troppo in fretta lo vedono schierato negli organici degli Allievi B Provinciali della Bellaria Cappuccini di Pontedera. Un marcatore prolifico abituato a segnare trascinando la squadra verso i successi che sono nella storia del sodalizio pontederese con la sua bacheca stracarica di coppe e trofei. Ma il 19enne ha giocato anche nel Fornacette Casarosa Asd, la squadra del paese che aveva accolto la sua famiglia. «L’ho allenato tra il 2012 e il 2013 – racconta Marco Orsini , uno dei titolari del bar pasticceria Al Dolcemente – Ricordo che non era in Italia da molto tempo e che riusciva a superare le difficoltà della nuova lingua con il sorriso e un carattere gioviale. L’ho rivisto pochi giorni fa nella zona della Banca di Pisa e Fornacette dove abitava con la famiglia. Aveva sempre il solito sorriso stampato sulle labbra. Sapere che è morto è un colpo al cuore». Nel 2020 il ritorno sul territorio di Pontedera con i colori della formazione della Stella Azzurra. Il mondo di Khadim era fatto di sogni e speranze, legittime aspettative per un giovane di 19 anni arrivato da qualche anno in Italia. —

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