Condannato il rapinatore di minorenni in zona Duomo

Lo avevano bloccato i carabinieri dopo una serie di assalti

PISA. Lo avevano arrestato i carabinieri a ottobre ripristinando una serenità tra i minorenni in zona Duomo messa in discussione dai continui assalti di piccole bande di taglieggiatori contro i bersagli vulnerabili costretti a consegnare piccole somme e cellulari.

Un ventenne residente a Cascina, Khaled Ahmed Mohamed, difeso dall’avvocato Gabriele Dell’Unto, è stato condannato a due anni e 4 mesi con il rito abbreviato per il reato di rapina aggravata. La sentenza è stata emessa dal gup Pietro Murano.


Non gli sono stati contestati i numerosi episodi di cui i carabinieri erano venuti a conoscenza per le denunce dei genitori dei rapinati nell’area. Quelli che furono assaliti e che a ottobre permisero l’arresto riconoscendo nel ventenne l’autore dei raid non si sono costituiti parte civile. Le posizioni dei due ragazzini denunciati dai militari sono passate per competenze al Tribunale per i minorenni di Firenze.

L’arresto era stato chiesto e ottenuto dal sostituto procuratore Giovanni Porpora dopo aver ricevuto l’informativa dei carabinieri che per settimane avevano indagato in un ambiente in cui gruppi di coetanei si trovano su fronti opposti. Divisi tra chi si muoveva con la logica del branco e chi era costretto a subirne le prepotenze. Il gip Donato D’Auria aveva firmato l’ordine di arresto in carcere per quello che è stato considerato un reato grave, anche se commesso da un 20enne incensurato. Era il sistema a preoccupare. L’inchiesta dei militari dell’Arma era partita dalla denuncia di un minorenne residente a Calci.

Il ragazzino a fine agosto era con altri amici in piazza Manin nei paraggi del McDonald’S, luogo di ritrovo e di partenza per fare un giro in città. I bulli guidati dal 20enne condannato si erano avvicinati e avevano iniziato a schernirlo. Offese che erano degenerate in pochi attimi passando dagli insulti all’aggressione fisica. È stato a quel punto che il ruolo del 20enne, secondo la ricostruzione della Procura, era diventata predominante nel concludere la rapina ai danni del minorenne. Il ragazzo era stato costretto a prendere il portafogli e sfilare tutte le banconote per consegnarle al capo banda spalleggiato dai compari. Le indagini hanno avuto come punto fermo l’arresto che ha interrotto le incursioni della baby gang negli spazi frequentati dai ragazzi trasformati in prede. Ma gli episodi sono diversi. Un altro filone è seguito ancora dai carabinieri che hanno ascoltato alcune vittime di altre rapine sempre in area Duomo. Diversi i minori che finiranno nelle informative finali da consegnare in Procura. Il sistema è lo stesso. La banda, variabile nel numero ma compatta nell’obiettivo, si muove alla ricerca dei bersagli. Meglio se all’apparenza vulnerabili e non in gruppi numerosi. Il 20enne cascinese era agli arresti domiciliari da mesi dopo essere uscito dal Don Bosco. Da ieri ha solo un obbligo di firma in caserma.