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Via i soldi dai conti correnti: raggirati sviando bonifici. Come funziona il meccanismo-truffa

A sinistra la psicologa Marzia Benvenuti, a destra Francesco Lupo: entrambi sono stati chiamati da truffatori sulle loro utenze

Chiamate sul cellulare per avere il codice e rubare soldi fingendosi operatori. Il racconto di due pisani caduti nella trappola: evitato in extremis il furto di 13mila euro

PISA. Due truffe quasi uguali, a due persone giovani e consce del pericolo che si corre nel fornire i propri dati al telefono. Eppure, con qualche trucco psicologico e qualche esca informatica, i ladri sono riusciti a penetrare le difese di entrambi.

I due sfortunati protagonisti sono Marzia Benvenuti, psicologa e titolare della conosciuta pagina “cronachediunabionda” su Instagram, e Francesco Lupo, originario della Puglia e da tantissimi anni a Pisa. A Marzia sono riusciti a portare via 1.000 euro, mentre Francesco, che stava per vedere scomparire sotto il suo naso 13mila euro, è riuscito a congelare il conto per tempo.


Il modus operandi è simile, per il medesimo fine: riuscire a entrare sull’app della banca. Racconta Marzia: «Mi hanno chiamata da un numero dicendomi che erano delle Poste di largo Maggiore a Roma, spiegandomi che c’erano state delle segnalazioni dalla zona in cui abito. E sapevano il mio indirizzo di residenza».

Si trattava di piccole somme: 10 euro o meno. Marzia controlla sull’applicazione e vede che in effetti quei prelievi ci sono. Piccoli pagamenti, anche di pochi centesimi, riferibili ad abbonamenti e altre scadenze automatiche che in qualche modo loro sono riusciti a fare apparire come pagamenti. «Io ascoltavo la voce dentro di me che ripeteva: “È una truffa, lascia stare”». Ma dall’altro capo del telefono non mollano e utilizzano altri trucchetti per convincerla.

«Mi hanno spiegato che si trattava di un nuovo servizio, comunicandomi il mio codice fiscale, dove abitavo e dandomi l’indirizzo della filiale, esistente, da cui chiamavano». A quel punto Marzia è dentro l’app e vede i movimenti. L’uomo al telefono le chiede un codice che le è arrivato sul telefono. «Ho sbagliato e ho dato il codice. Subito mi hanno fatto sparire 500 euro e sono andata in crisi». Il truffatore al telefono si fa rassicurante: «Non si preoccupi signora – fa mellifluo – ora risolviamo». Per farle abbassare definitivamente le difese fanno tornare i 500 euro sul conto. «Facendomi credere che mi stavano tutelando», spiega Marzia.

Il suggerimento successivo è lo scacco matto: le fanno rimuovere l’app di PostePay, spiegando che era manomessa. Marzia è confusa (in quel momento era in ambulatorio) e segue il “consiglio”. A quel punto le arriva un sms e Marzia, ritornando padrona di sé, va a controllare sul web e quello che scopre la lascia basita: quell’utenza è già stata segnalata per truffe. Prova ad avviare la registrazione della telefonata ma dall’altro lato se ne accorgono e buttano giù. Il risultato però è che le hanno portato via mille euro, approfittando del momento in cui l’app non è sul telefono della donna.

Anche la storia di Francesco ha al centro di tutto l’app della banca. Nel suo caso però tutto parte da un sms. Il messaggio pare autentico, il cellulare lo registra in rubrica come arrivato dalla banca e dunque Francesco si fida e segue le indicazioni.

«Ho inserito un codice cliente e subito mi hanno chiamato sul cellulare. L’uomo all’altro capo si è qualificato come operatore della banca, avvertendomi che c’era un tentativo in corso di effettuare un bonifico da 12.800 euro e che se non fosse stato io a farlo avrei potuto bloccarlo».

Francesco conferma di volerlo bloccare e segue la procedura che gli spiegano al telefono. Nel frattempo però ha l’intuizione di aprire la app e controllare il conto. Qualcosa non torna.

Mentre gli arrivano sms che dicono il contrario, si rende conto che in realtà il bonifico è stato fatto. A quel punto mette a fuoco i suoi sospetti, riattacca e chiama il servizio della banca, stavolta quello vero, che gli consente di bloccare il bonifico e congelare il conto. «Per fortuna», conclude tirando un sospiro di sollievo. «Altrimenti avrei rischiato di non trovare nulla». —

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