Pisa, la proposta: un casello a Madonna dell’Acqua collegato alla tangenziale nord-est

Una simulazione grafica della tangenziale nord-est

L’ipotesi è nel piano infrastrutture: l’obiettivo è spostare traffico pesante dalla Fi-Pi-Li all’autostrada

PISA. Il patto sulle infrastrutture tra i Comuni dell’area vasta costiera (Pisa, Livorno, Lucca) e quello di Firenze sarà sottoscritto entro questo mese. E proprio Pisa ospiterà l’incontro conclusivo per definire il documento ufficiale, dopo i vertici tra sindaci e assessori alla mobilità che si sono già svolti a Livorno, Lucca e Firenze (prossimo passaggio in Regione). Il punto è stato fatto in commissione consiliare dall’assessore Massimo Dringoli. Quella che ha descritto è la visione dello sviluppo infrastrutturale condivisa tra i quattro territori coinvolti. Dentro ci sono grandi progetti e la necessità di tantissimi finanziamenti. Perché non resti un libro dei sogni occorre che la progettualità sia sostenuta dalle risorse che arriveranno dal Programma Nazionale di Ripresa e Resilienza (Prnn), centinaia di miliardi di euro che dovranno sostenere la ripartenza. Sarà davvero possibile usufruirne sulla costa toscana? «Intanto noi dobbiamo farci trovare pronti», la risposta di Dringoli.

Il documento stabilirà l’elenco dei progetti con relativa priorità. Poi si dovrà passare agli studi di fattibilità, con le amministrazioni che dovranno schierare i loro tecnici. Dovrà essere coinvolta la Regione e anche Rfi, Rete Ferroviaria Italiana. Perché al primo punto ci sono i collegamenti ferroviari veloci. Dalla costa (Pisa in particolare) verso Firenze. E tra i centri urbani dell’area vasta, anche con servizi di metropolitana di superficie. Spostare su ferro larga parte del traffico (persone e merci) è l’obiettivo principale del piano condiviso. «Decisivo – sottolinea Dringoli – sarà intensificare i collegamenti veloci con Firenze, perché quello sarà sempre più il principale snodo ferroviario nazionale dell’Alta Velocità. E la costa non può essere così distante dai servizi Av».


Riguardo a Pisa, dentro il piano ci sono più progetti strategici. Che hanno come poli di riferimento principale, nell’area vasta, oltre alla Stazione Centrale, l’aeroporto Galilei e il porto di Livorno. Da mettere in relazione con le ferrovie, ma anche attraverso le vie d’acqua e i canali navigabili. Sugli aeroporti, Dringoli ribadisce «l’esigenza di una visione complementare degli scali di Pisa e Firenze, con ruoli e servizi diversificati». Nel piano anche il completamento delle ciclovie (Tirrenica e dell’Arno), la promozione dell’intermodalità con riferimento alle biciclette, il potenziamento della rete dei parcheggi scambiatori.

Un capitolo è dedicato alle tranvie. Livorno ne aveva già ipotizzata una che collegasse il suo centro urbano con quello di Pisa, per un costo stimato di 750 milioni di euro. Sull’asse si muovono ogni giorno 20mila persone. Per Dringoli è d’interesse, in modo particolare, la prevista fermata all’altezza della stazione intermedia del People Mover. «In questo modo si ricollegherebbe e sarebbe quasi un’estensione – ha detto – della nostra linea tranviaria Stazione-Cisanello».

Non ultimo, il capitolo riservato alla Fi-Pi-Li («è stata esclusa l’ipotesi di introdurre un pedaggio», sottolinea Dringoli). L’assessore mette in evidenza soprattutto l’esigenza di togliere quote di traffico pesante dalla superstrada. «Questo – spiega – può avvenire sia attraverso i trasporti su ferro, sia spostando una parte del traffico pesante sull’autostrada intervenendo sui pedaggi». In questa ottica è stata introdotta l’idea, da trasformare in progetto, di realizzare e aprire un nuovo casello autostradale a Madonna dell’Acqua, «da collegare – precisa Dringoli – con un raccordo alla tangenziale nord-est».

Il piano condiviso, una volta redatto, dovrà essere approvato dalle giunte comunali. —

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