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Pisa, torna la vita all'aeroporto Galilei: si rivedono i passeggeri

L'area delle partenze è tornata a vivacizzarsi

I voli (tra arrivi e partenze) saliti a 20 ma i negozi all’interno restano tutti chiusi e i parcheggi sono semideserti

PISA. I negozi restano chiusi, i parcheggi semideserti, ma dopo mesi di attesa all'aeroporto spuntano di nuovi i viaggiatori. Pochi, pochissimi rispetto ai livelli pre-pandemia, ma abbastanza per alimentare le speranze di ripartenza che vedranno in quello di giugno il mese cruciale per valutare il livello di attrattività della città, la capacità del Galilei e delle compagnie aeree di risvegliare il desiderio di viaggiare.

Con un incremento dei voli da e per Pisa (venti gli aerei che tra arrivi e partenze sono transitati dalla pista dell'aeroporto), ieri lo scalo cittadino ha inaugurato una nuova stagione, quella della speranza. La risposta, incoraggiante, è stata la presenza di varie centinaia di viaggiatori in arrivo e in partenza che hanno “vivacizzato” i check-in e le aree riservate agli arrivi e ai decolli. Con i voli nazionali che trainano la ripresa di un settore, quello del trasporto aereo, che gradualmente cerca di uscire da una crisi mai vissuta prima. Un'iniezione di fiducia, per il momento però non sufficiente a rimettere in moto il sistema economico che negli anni si è sviluppato attorno alla progressiva crescita dello scalo. Le numerose attività commerciali ospitate all'interno dell'aerostazione restano ancora tutte chiuse, mentre alcuni dei bar e dei punti ristoro hanno deciso per un sistema di aperture limitate agli orari di arrivo e partenza dei voli. Se l'ospedale rappresenta il termometro dell'emergenza sanitaria, l'aeroporto è quello che misura la crisi economica. Le serrande abbassate, alcune per sempre, diventano il simbolo di uno stallo che nemmeno la ritrovata presenza dei viaggiatori è stato sufficiente a sciogliere. La maggior parte dei negozi riaprirà nei primi quindici giorni di giugno quando le venti compagnie aeree che con 68 destinazioni totali (11 nazionali e 57 internazionali) hanno rinnovato la fiducia nello scalo pisano, scelto come una delle basi europee estive, incrementeranno i collegamenti dallo scalo cittadino.


Una sperimentazione. Una prova di ripartenza per rimettere in moto una delle più importanti infrastrutture del territorio che nei primi tre mesi dell'anno ha registrato una flessione di quasi il 90% di passeggeri rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Certo, tutto o quasi dipenderà dalle campagne vaccinali e dalle norme che i singoli Paesi decideranno di applicare, ma la programmazione dei venti vettori e il prossimo stop alla quarantena per chi arriva dai Paesi dell'Unione Europea, dalla Gran Bretagna e da Israele rappresentano le basi per una ripresa del settore e per provare a ricostruire un modello, quello turistico-economico, che negli anni si è sviluppato parallelamente alla crescita del Galilei che la pandemia e la crisi del settore turistico rischiano di annientare. —

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